Che mai sia pronunciata
Giorgia Spurio
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Come di un argento tra le dita, sulle mani,
creta che ritorna alla terra, così come al corpo,
pioggia che prende dai capelli l’anima.
Abbracciami.
Come di un felino il gesto, sono svenuta
come di una morte a teatro con la maschera,
in mimesi con il mondo e il vostro respiro...
Nessuno si accorse che ero caduta, stesa,
sul legno che rimpiange il passato.
Come di un fiore senza prato,
mi accorgo ora dei tuoi occhi,
per anni, vi ho parlato,
vi ho tenuto celato a me stessa,
come dell’acqua all’oasi segreta,
come l’ala che alla piuma
si tiene lontana,
dal sole; luna di un pozzo sostenuta.
Come di una marea l’agitare di un richiamo,
che gli scogli tacciono agli alcioni,
mi copro di ciglia lo sguardo,
come potrò non chiamarti,
un’invocazione che non sarà mai pronunciata:
-abbracciami-.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Elena Poldan24 maggio 2012
La prima strofa mi ha preso per i capelli e catapultata nell'incanto... davvero bella e abile l'Autrice nell'averla così ben congegnata... ma poi... quante similitudini... forse un po\' troppe... appesantiscono il testo a discapito della tensione che, "come"aria da un pallonino, sfiata... Con simpatia,

