Riflessioni della Polenta

Nulla di notevole posso dire di me. Sono una ragioniera mancata, altri sarebbero stati gli studi che avrei voluto seguire. A diciannove anni il primo impiego in una Ditta privata. A 21 l'avventura di vincere un concorso pubblico, che mi vide per dieci anni, soffocare tra fascicoli e montagne di arretrati... Scrivevo g
Commenti (3)
un ricettario di fantastico idillio culinario che diede fastosa ampiezza nei tempi di ristrettezza e ora da altri ritenuti più pregevoli allontanato e solo in ristorazioni viene ricercato, emulando quel sentiero che dei stomaci fu leccornia e un vero guerriero della storia che garantì sopravvivenza ...e Poesia dolcemente stupenda
L'autrice in modo sottile poeta come una pietanza importante e povera come la polenta oggi sia difficile gustarla senza comprimari che spesso ne alterano il gusto così è pure nella nostra esistenza. I versi poetati sono una chicca da gustare pienamente togliendo i comprimari dalla scena.
Una polenta da salvare, troppi sono i comprimari e aumentati sono i capricci di tavola, mentre prima lei era la regina assoluta per fame. I posti nuovi non mancano per emigrare e sono sicuro per il momento che attraversiamo, la polenta avrà di nuovo la parte di prima attrice senza cambiare il copione. Originale e bella poesia.



