Inno a Nisyros- II: Il carrubo e la casa abbandonata
A distrar quei filosofici ardui pensieri
caducità del tempo delle cose, sepolta
sotto la cenere di Nisyros fu la vita,
della mente l’errar in altri sogni trasse
la salita, la vista tolse il cuor scoppiare
asciugò la bocca di vita svuotò i polmoni
annebbiati i pensieri fuorché uno:
cercare vivo o morto di risalir la china.
Così per dura risalita affranto corre
lieto il ricordo ad un carrubo stanco
che a una bianca casa sola abbandonata
faceva solitaria struggente compagnia.
Nel silenzio dell’ora muto l’aria afosa
scanno gradito un duro gradino
di granito sbriciolato dell’androne
frescura dolce all’accaldato corpo
quel tremolante incerto per rade
foglie dal vento mosse al sole forte
dell’Egeo filtro discreto della pianta.
La stanchezza languente quel silenzio
il sussurro del mare lieve da lontano
nuovamente portaron alla mente
a quel tentar del filosofare sognante mio.
Pensieri in libertà pura sciolta fantasia
scese poi rapida nell’ombra mobile la sera
una barca alla spiaggia sapevo mi attendeva
uno sguardo alla casa a quel carrubo
con me quattro carrube prese per ricordo.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
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