Pesi e misure
Giovanni Perri
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un chilo e mezzo di noiae cinquecento grammi di stanchezzafiniti in un giro di cravatta se consideri il peso del tempoe questo freddo consistere in sorrisie bacipiù inutili che cari se consideri lo specchio e i gradinicome due cose poggiate a caso sul mondoe se consideri il mondocol rumore delle scarpeo con le strette di mano(che pesano di media anch'esse intorno al chilo) se consideri le carte nel cestinoil tramezzinol'estensione cardiaca dei cursori e delle cenerieree i silenziche gravano in altezza e in larghezza nello stomacoe dallo stomaco risalgono per tubi di incertezzefino al vomito se consideri lo scatto d'amoreche frena sulle labbratutto il vapore vulcanico puoi anche chiudere il tuo giorno di lavorodando un colpo di ferro alla cravattatirando a caso un ricordo di stellesu tutte le meschinerie schivate fingendo un versoche concluda la bugia di una giornata
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (2)
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hy ju25 maggio 2012
Fatte le debite considerazioni, chilo più, chilo meno: ...come pesa l'ipocrisia!
Angela Fragiacomo27 maggio 2012
sì, considerare tutto, è agghiacciante, tutte le falsità su cui chiudiamo un occhio, tutte quelle che indossiamo, il vomito, la carta nel cestino, davvero troppo, meglio chiudere la giornata con una bella pennellata di stelle e qualche bugia... o chi si alza il giorno dopo a ricominciare la recita? amara, come amara è la realtà piaciutissima

