Giacomino, amico mio!

Ricordi che t'o' dissi Giacomino,
quanto, quer tu' costume
rissomijasse ar mio?
Ma li tempi so cambiati e mo in Feisbucche
donne, marmocchi... e corti come noi
se semo tutti quanti aritrovati,
er dorce idioma nostro beneamato...
sapessi come l'hanno arovinato!
Ce scrive 'gnuno tante cavolate,
buttate giù così, come je viene...
e tutti a commentà, e a dì me piace!
Poi penso che te pure, te ce davi,
ed io la tua amicizia avrei richiesta,
con un ber cambiamento der mio stato.
Ce pensi? Insiem io e te:"Du' gran poeti!"
Poi t'invitavo a Roma, e so' sicuro,
che pur se gobbo, conquistavi tutti
e avevi qua er successo meritato,
senza aspettà che pe' godé morissi!
Co a' foto aritoccata sur profilo...
donzelle intorno avevi a tutto spiano,
e a Sirvia, so' sicuro, t'a scordavi...
Oggi 'e poesie se scriveno sur Sito,
Tu mo 'e scrivi, e mo so' pubbricate!
Le legge er monno 'ntero, e poi 'e venni,
senza che metti er capo for de casa!
Sur Sito commentaveno i colleghi,
tutti te 'i bevevi, ma invidioso,
quarcuno pur t'avrebbe criticato.
Guardavi te, passando e 'nti 'i curavi,
che sempre er mejo tu eri e rimanevi!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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elena rapisa25 maggio 2012
sollevandomi sulla punta dei piedi per raggiungere solo 1 centesimo della bravura del nostro tanto amato ed immortale Giacomino, ed inchinandomi ai tuoi versi che trovo struggenti, ma veritieri. Trattengo
