Versi
Tu prendi questi animali.
Le loro caratteristiche che consideriamo
negative nell'intendere comune.
La pecora. Dal belare petulante.
Il pipistrello. Dal vorticoso sibilo inquietante.
Il leone. Dal ruggire spaventoso.
Il corvo. Sentenza silente. Sì, il corvo. Sentenza silente.
Prendi questa mano oppure vattene!
La pecora. Il pipistrello. Il leone. Il corvo.
La pecora, il pipistrello, il leone, il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
Immaginali tutti insieme in uno zoo dell'assurdo.
La cartapesta. Gli spettatori.
Gli spettatori di cartapesta.
Poi immagina chiudendo gli occhi
di sentirti dentro ad una fabbrica. Leviatano cavo.
Fermati! No, devi chiudere gli occhi!
Ti ho detto:
La pecora. Il pipistrello. Il leone. Il corvo.
La pecora, il pipistrello, il leone, il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
Il sudore s'appiccica al caldo, smussa il freddo.
Nella testa, dietro i tuoi occhi che ora chiudi
per affogarti nel cemento vuoto, nella vita sospesa
ai fili del burattinaio. Luce fioca.
Il rumore dello sporco e lo sporco del rumore.
Chiudi gli occhi.
La pecora. Il pipistrello. Il leone. Il corvo.
La pecora, il pipistrello, il leone, il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
La pecora, il pipistrello, il leone, il corvo.
Questi stessi versi non sono più animali.
Meccanici.
Le macchine dello zoo. Le macchine.
Le macchine! Belano svolazzano stizzite ruggiscono fameliche condannano!
E la pecora pare ti sfotta
poiché le chiedi di tacere ma non tace.
Il pipistrello chiude il suo concentrico volo
che vibra l'aria densa in orbite sempre più strette
attorno al tuo essere.
Più cerchi di dimenarti per scacciarlo.
Ha le ali come coltelli.
Le lame ridono.
Il leone monta la sua carica. Scuote il cuore.
Ha occhi gialli. E ci troveranno.
Il corvo non dimentica.
Il sudore s'appiccica al caldo, smussa il freddo.
L'olio emulsionabile. La pelle lo rigetta.
Il sudore schifoso.
La pecora. Il pipistrello. Il leone. Il corvo.
La pecora, il pipistrello, il leone, il corvo.
La pecora il pipistrello il leone il corvo.
Ed i compagni cantano. Ma i compagni cantano.
Cantano lavorando un canto inutile
poiché nessun umano
ha più il controllo sui mostri.
Cantano un canto utile a non ricordare il canto inutile.
Ma i compagni cantano.
Il corvo muove il capo avanti ed indietro.
Universale pendolo ticchetta sul sorriso del paradosso.
Il pavimento è sozzo.
Lo zoo dell'assurdo.
La pecora di ferro.
Il pipistrello di bronzo.
Il leone d'acciaio.
Il corvo d'alluminio.
Lo zoo dell'assurdo diviene il teatro dell'assurdo.
Ed il fumo grigio delle macchine
pare prender forma di cappucci sogghignanti
in volute che aleggiano sopra
la nostra omertà.
Mi è venuta questa cosa.
Una cosa. È una cosa...
mi è venuta pensando a quello che tu
ieri sera mi dissi.
Che in fondo, io, amo la fabbrica.
Ah ah ah. No, non rido.
Sorrido di gusto. Il mio amore è là fuori.
Nel cielo azzurro come il lapislazzuli.
L'amore è più robusto che mai!
Tu.
Guardami negli occhi.
Voglio dirti la verità più pura.
Grande forte stabile limpida mia. La verità.
Il cielo. L'amore del cielo.
Lo meritano anche i miei compagni!
Tutti.
Ovunque.
La vita è bella!
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L'autore
niccolò bulanti
nato nel 1983. vivo in valtellina. sono operaio. tengo un blog bulantiniccolo@blogspot.com. autore del libro di poesia "fiamme in fiore" edito con galassia arte, roma. prossimo volume in uscita verso fine 2013, "22 racconti ed una poesia per una ribellione gravida". raccolta di racconti brevi. mi si potrà conoscere at
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