Nell'intercapedine del tempo (la malattia)

Orologi ammaccati
di un rugginoso pomeriggio,
chissà che fai...
...io il jazz l'ho finito
annaspo negli angoli morti
di pensieri distorti,
ondulazioni visive
e noioso riciclo della mia malinconia,
vorrei,
vorrei,
quanti vorrei,
ma poi basta anche un piccolo piacere
per un sereno incontro
col mio umore,
non ci sarà alcun preavviso
quando starò bene
e mentre aspetto l'infinito
scrivo...
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