Crepuscolo
francesca maria soriani
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Quando
Le lunghe ombre del crepuscolo
Offrono gli afflati
Al tempo breve che separa
Il loro estinguer d’ esistenza,
Penso
Quanto ci sentiamo grandi
Proprio quando di noi ogni parvenza
impallidisce e schiude a misteriosi
Mondi .
In questo palcoscenico da guitti
Dietro cortine imbellettate
Respiri già l’odore acre di candela
Spenta
E veli ondeggiano di fumo
Come spettri di vite mai vissute
Solo il dolore ancora il suo canto
Piange
Essenza sua resiste come rupe
E lume di luna mai diverge
Dalle sue vette antiche.
Amore
Non consola ma trafigge
E l’anima non salva la sua pena
Il guitto è oramai fuori di scena.
©
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L'autore
francesca maria soriani
"Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l’arduo privilegio d’aver altrettanto sofferto" Emily Dickinson Se volete sapere qualcos'altro di me, chiedetelo al mio gatto:lui non mente.
Commenti (2)
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Emanuele Martina28 maggio 2012
stupenda la chiusa, versi che scorrono coinvolgendo lo stato d'animo di chi la legge, molto colpito, segnalo e conservo, complimenti
Francesco Scolaro30 maggio 2012
E' nell'ora del crepuscolo che noi attori che siamo saliti su questo palcoscenico riusciamo a valutare la nostra dimensione, noi guitti pronti ad uscire di scena a cui nulla può più consolarci. Trovo questa riflessione di una grandezza e profondità immensa e ne rimango veramente ammirato di cotanta bravura.


