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Famiglia 28 maggio 2012 · lettura 1 min · 2769 letture

Ucciderò mio padre

omissam 412 poesie pubblicate
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Vieni qua, piccola mia. Quelle sue mani... sozze lorde dei silenzi afratti dell'animo mio. Nero. Tu solo tu sei il mio amore, diceva... entra nella mia stanza con passi da babbonatale sotto le mie coperte paralizzate terrore occludo gli occhi... prego che presto finisca il suo sudore sporca il mio seno... stringo i pugni smetto di respirare muoio di vivere... non dire niente alla mamma non capirebbe... madre mia, girati dall'altra parte fingi di dormire... tutta l'acqua del mondo non serve lurida sono lurida rimango... stasera no. Non stasera... il coltello sotto il cuscino. Celato sul mio destino. Anzi, sul tuo non sono sangue tuo... passi lenti. senza più luce... cigola la porta, più del mio cuore. Entra bestiaccia vieni più vicino... voglio vedere quanta merda c'è nel tuo intestino...
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non entrerà più

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (7)

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F
Fantaghirò28 maggio 2012

una lirica davvero magnifica, scritta in modo molto pregievole e poetico . regala forti emozioni

forte interpretazione d'un immenso dispiacere che la vita purtroppo coglie in questo fango ormonale, la fantastica fa battere il cuore, dentro il senso del pudore che della mente umana il concepire tale obrobrio fa stordire... molto sentita POESIA, in un poetare fantastico e ben delineato

carla composto28 maggio 2012

tema forte scottante che il bravo poeta con versi ben scritti e mirati ha saputo trattare... i bimbi non si toccano... guai a colui che lo dovesse fare... bravo poeta eccellente

Fiammetta Campione28 maggio 2012

E' cruda quanto crudo è l'argomento trattato non si tratta certo di carezze ed è giusto usare toni forti. Uccidere il padre, in questo caso, può essere inteso fisicamente o simbolicamente, ma per quanto si faccia è quasi impossibile liberarsi di una tale eredità. Condivido il pensiero e applaudo

Angela Fragiacomo28 maggio 2012

no, non entrerà più, ma resterà dentro, come un puzzo che s'impregna, come inchiostro indelebile sul vestito della domenica, come il vomito sul cuscino, tra i capelli... resterà come immagine riflessa allo specchio, ad ogni sguardo, una figura dietro, come una macchia nera, oscurante... resta nelle scarpe pesanti, tanto da non far procedere nei passi, resta nei sogni, oh sì, e lì è più terribile ancora, rivive! Ogni notte!...nemmeno la morte è sufficiente, è abbastanza... per lui, fin troppo clemente... ho detto tutto... lirica che spezza... plauso all'autore per la capacità di precipitare il lettore nell'abisso...

Rita Stanzione29 maggio 2012

non entrerà più, anche se resterà per sempre... che tristezza e che orrore! l'atmosfera creata è esemplare, spezza il respiro plauso all'autore, per l'interpretzione diretta ed efficace

DonnaFPgreeneyed30 maggio 2012

Molto cruda, realistica purtroppo. Lirica che denuncia la bassezza e bestialità disumana di alcuni individui che approfittano di innocenti. Ferite che lacerano l'anima e per sempre ne rimarrà la profonda cicatrice, pur desiderando eliminarle con tutte le forze. Offese che si vorrebbero lavare con altrettante offese, letali.