Ahi, che dolore!
lucia curiale
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Avanza con dolcezza
more appetitose
le sue labbra a farsi spazio.
E capitolan le mie:
di desiderio gentile
sono finalmente ostaggio...
Delicate
una per volta
le sue mani vanno ad esplorare:
un corpo che è in attesa,
ha voglia di provare.
Mentre la bocca ancora assaggia,
nettare divino,
passione celestiale.
Lo squillo di un telefono,
nudità a ricoprire,
ma l'anima è ormai spoglia
non serve...
Non mentire!
Glaciale il suono della voce,
le spalle a me rivolte,
si crogiola e nell'altra
infine si compiace.
Incredula mi chiedo:
Io fremo ancora tutta
e la mia pelle è quasi brace,
come può riuscire sto Pinocchio
a fare scena così audace?
Chiudo gli occhi
e poi ripenso...
...a quelle more
...a quelle dita a strofinare...
Mi piace!
Divento contumace.
Il luccichio in fondo ai suoi occhi
e il suo sorriso che traspare...
Ahi che dolore!
Come una fitta in fondo al cuore.
Il mio è pronto a riabbracciare!
©
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
Commenti (2)
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Francesco Rossi30 maggio 2012
Bella poesia dove amore e passione abilmente e sapientemente sono verseggiati dalla poetessa.
Giacomo Scimonelli4 giugno 2012
sensuale e dolcissima... momenti dell'amore che rendono l'anima ed il corpo libero di vivere e di godere dell'attimo... apprezzata


