Accade di notte
Mario Contini
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* * *
La flebile paura nel respiro
nasce tra le pieghe del mio dolore,
la sento arrivare l'angoscia
assieme
alla disperazione
giganti malvagi avanzano
sulla mia anima
e sul cuore
in disparte,
osservo le loro orme e trattengo l'urlo,
forse se ne andranno,
passeranno oltre
loro prediligono la notte,
immonde bestie leccano il mio terrore
sento il fetido odore,
bava vischiosa cola dalle
loro bocche
l'alba
del nuovo giorno
sorge solita, indifferente
-nemmeno mi guarda-
ed io, ancor di pietra bianca
m'inabisso nelle lacrime,
raccolto,
tale un feto nel mio angolo
come foglia morta giaccio in terra,
attendo un alito di vento
che soffi
solo un po’ più forte,
che mi prenda, per portarmi via.
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Mario Contini
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