Telegrammi

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (4)
...bella... si... tutta... e struggente... anche se per me la prima strofa è una bellissima poesia a sé...
Un dolore apparentemente contenuto, ma di un'intensità deflagrante, dilaga in questi versi... arpeggi che s'incamminano nell'anima, attraverso sentieri bui... fari accesi su emozioni risvegliate... zolle smosse da sismi viscerali... sibili... arida terra irrorata... nn è neanche semplice descriverlo... credo nn si possa... ma arriva fino in fondo e dimena qualcosa di indistinto... Una scrittura pregiata, ammaliante... elegante... Grande abilità poetica... C H A P E A U!!!
In questi versi, trovo tutto quel che appartiene alla morte, per i vivi... tutto il dolore, la disperazione, il senso d'impotenza, domande senza risposta, l'inutilità...la rassegnazione, dopo la rabbia... L'appuntamento al poi... E lo stile cattura invariabilmente, dal primo all'ultimo verso! Capacità d'evocare, come ce ne son poche, ammirata
Non posso sostenere di aver compreso appieno tutte le sfumature e i significati di questa poesia, però non posso non ammettere che l'ho trovata trascinante, emozionante... crea come uno un effetto straniante nel lettore. Non è il mio genere, ma la trovo un' ottima composizione




