Vetri ai treni
Antonio D’Auria
412 poesie pubblicate
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Vedevo traslate dai sogni
destinazioni temute
e il tormento per l’avverarsi imminente
irrompere dal paesaggio in moto
immoto nel gelo al mattino.
Il velo umido dal finestrino
a proteggere il mio freddo
sul treno di ogni giorno,
tante mattine in inizio.
Fittizia necessità
svegliare parole e risi,
giustificare
il necessario migrare,
nascondere un destino.
Tornare era in embrione.
©
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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