Oltre opachi vetri mi ritrovo

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Nulla di più vero di quanto leggo in queste righe. Perticolare e bella.
La vita può frantumarsi come il fragile vetro, ma continuare ad esistere nei suoi stessi frammenti. L'esistenza non è altro che un grosso burattinaio che ci manovra a suo piacimento... ma a suo dispetto, la nostra mente non può essere controllata, e quindi memorizza il passato per ricavarne vantaggio nel futuro. Possiamo andare in pezzi, ma prima o poi troveremo sempre il modo di ricomporre i pezzi, e renderci più resistenti agli urti. Piaciuta.
Rompere il muro; questo mi porta a parafrasare un brano di un famoso film, "l'attimo fuggente": “O me, O vita, domande come queste mi perseguitano. Cortei di infedeli, citta gremite di stolti, che v’è di nuovo in tutto questo? O me, O vita… Risposta: che tu sei qui, che la vita esiste e l’identità, che il potente spettacolo esiste e tu puoi contribuire con un verso.” Quale sarà il tuo verso? Siamo noi, solo con la nostra identità... Piaciuta e condivisa
Nel leggerla mi ritrovo a starci dentro. E' un effetto che spesso succede quando le cose lette, entrano in risonanza col vissuto personale. E' una poesia che ti fa respirare un alito di momento condiviso. Triste? Forse troppo vera, solo troppo vera. Nient'altro. autrice brava come sempre.
a volte la vita prospetta periodi che ci spiazzano, ed è una dura lotta ricostruire e riprendere le redini in mano, ottime le metafore usate in magnifico stile
Siamo in una bolla di vetro spettatori o commedianti, vero è che spesso osserviamo senza riconoscerci, in un mondo che va da se... ma siamo mente e nel coraggio delle nostre azioni, possiamo, articolare le mosse e nella forza, tagliare i fili e camminare da soli Piaciuta
E' una vetrina stretta e angusta/la vita" scrive l'autrice, continuando, nei versi che seguono, a confessarci di come in essa si sente come un manichino, un oggetto pietrificato tra "tristi sorrisi... in accattivanti moine". Quando sarebbe forse facile rompere quello strato che, invece il destino, le ha cucito addosso per sentirsi sè stessa, per rendersi conto che dietro quella falsa circostanza c'è un cuore che pulsa, che vive ed esiste. Ritorna così la consapevolezza di voler essere tali anche se spesso... è difficile avere coraggio di urlare, di sbattere la porta e dire basta a tutto! Bellissima malinconia scritta con autentico sentire!
Ci sta stretta questa vita che ci chiude nostro malgrado in una scatola di apparenze dai vetri sempre troppo appannati, attraverso i quali finiamo per distinguere a fatica il nostro vero io. Straordinariamente bella per contenuto e forma, piaciuta e condivisa tantissimo! Complimenti
prorompente, rompere gli schemi che ti fanno diventare tutti i giorni uguali, rompere quel muro! bellissima, segnalo e conservo
Realistiche e davvero molto condivise le riflessioni dell'autrice che ha saputo ben descrivere la prigionia che la vita può creare, con apparenze ingannevoli sulla realtà, se non si è in grado di guardare, con attenzione e fervida sensibilità, OLTRE QUEGLI OPACHI VETRI che appannano la vista ed il cuore. Bellissimo componimento, gradito ed apprezzato sinceramente!
rompere il muro e capire che esistiamo anche noi è sempre possibile... versi malinconici con una chiusa ricca di consapevolezza del proprio io che esiste e che vuol rivivere senza doversi sempre nascondere in quel maledetto manichino imposto dal destino... intensa e ben scritta
La vita deve amare noi stessi e non estranei al nostro modo di essere, a volte per formalismo, per stupide regole convenzionali diventiamo prigionieri soffocando una identità che non ci appartiene... l'autrice tratta un tema molto importante per la tranquillità del vivere quotidiano.
Che a volte capita di guardarsi quasi staccandoci dalla nostra figura, critici di noi stessi ci osserviamo e andiamo oltre. Ci vediamo a fondo e non ci ritroviamo più. Siamo andati fuori tema?... un pochino fuori dal nostro sentire?... ogni tanto capita di rivestire temporanei ruoli completamente a noi estranei e ci sentiamo in vetrina, ma è solo un piccolo disadattamento... presto ci si rende conto e ci si riappropria dell'IO vero.











