Derelitta avrà un figlio

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (7)
Sembrano ingranaggi, madre e figlio, parte di una meccanica più grande di loro... Piaciuta
Che macchinosa poesia così intrecciata da far sballare i neuroni cavillosi e spiritati... alla fine han deciso che il sorriso prestampato sia l'unica soluzione possibile... leggerti risveglia fortemente la mia massa cerebrale...
In 'quel verde che non dà speranze' ...'barbabietolando sull'amore che non basta mai'...neanche per lei, se ne va 'verso la discarica dei gabbiani rossi...' con il suo fagotto, snaturata dalla vita, o dall'indifferenza della morte... la povera sfigata.
papà lo sa da sempre dona alla Poesia un apparato molto sentito, forse perché la mamma non lo sa, e si interroga in un sentire molto forte in un poetico... che contorna la stupenda
Un sogno svanito, oppure una realtà che distrugge, in ogni caso il messaggio dell'autore arriva forte e chiaro ed è come sempre un messaggio di singolare sensibilità verso la natura umana e le sue fragilità, verso la vita che è sì, avara con tutti, ma ad alcuni dà veramente poco. Grande poetare
Derelitta ha creduto all'amore, ed ha avuto un figlio! Non bello, ma lei crede all'amore, lei sogna, non da nulla, lei agisce e della vita ha la saggezza ignara dei puri, solo suo padre ne intuisce la natura, forse è come lei, è come il bambino che avrà...mi piace derelitta, approdata nel mondo sbagliato... Immagini che richiamano la forza nell'apparente fragilità della natura umana, la fragilità di chi ignora compromessi e mezze misure D'omissaniana saggezza e dolcezza, strugge e innamora
Come non riflettere di fronte a tanta fragile vita... che si arrampica e non riesce mai a salire fin dove vorrebbe... quel verde di non speranza mi ha colpitA molto, così anche il sogno di "orti di carezze", ma ci sono tante altre metafore che non lasciano nell'indifferenza. Complimenti all'autore, che da un'apparente leggerezza, scava eccome!







