Empatia (S’io fossi Gabriele D’Annunzio)
Grazia Longo
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Ferma è la mano, sul sottile filo d’oro.
Riposta, con cura, la forbice fiammante,
nel cassetto polveroso del dopo.
Le Ore, composte, a cantarmi gli anni,
e a regalarmi i loro minuti
-effimeri ed essenziali-
in fiati fragranti di pistilli odorosi.
Filiformi figli d’aria e sole,
flessuosi e festanti di colori.
Ondeggianti, come in una danza,
nella salsa brezza estiva
che lieve, dal mare, s’alza.
Trepidanti, ad attender ronzanti voli
nel loro nido di petali d’organza.
Nel vuoto di fragili parole,
s’apre, silenzioso, il sipario
d’una nuova stagione
tra turgide fruscianti corolle.
All’ombra incerta d’un silenzio imberbe,
la certezza, assordante e antica,
del sangue, che pulsa nelle vene,
e bagna, di maree di luna,
la pelle e il cuore.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Paolo Morganti3 giugno 2012
Fino all'ultima parola aspettavo il coup de scene il magic moment, ed è arrivato assordante roboante preciso fulmineo che mi ha steso debbo dire incantato da tale meraviglia . Fiocco anche se misero rispetto all'altisonante lirica e segnalo. Complimenti .
Giuseppe Boccanfuso3 giugno 2012
Letta e riletta con la stessa emozione e con lo stesso piacere

