Lo stupore delle fate ignoranti
Veronica F
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anche allora
non ti sentii bussare,
entrasti dal retro di casa
eludendo il filo spinato della mia solitudine
orme lievi sul terreno bagnato
nel buio che puntava gli occhi altrove,
ma il pensiero non ha il passo del soldato
dove c’è malinconia si fa discreto
senza lame da rigirare nei come e perché
e di tanto in tanto ritorni qui,
in questo posto fuori mano dalla vita,
il tempo di un bacio sulle umide ferite
sai sempre quando andar via,
dai miei umori selvaggi e irriverenti
dalle unghia affusolate del silenzio
che non risparmia neanche il tuo bene
ma ti basta essere qui,
sei il tocco breve sulla spalla
quando incanto il tempo sul chiodo fisso,
non mi tiri i capelli troppo lunghi
che invecchiano anche le ossa del dolore,
gli siedi accanto
spazzolando nodi stretti di parole,
occhi gonfi di fate ignoranti
versano un sorriso sulla vera magia
...tu
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