Forse
Maria Grazia Vai
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Non un giorno
muove il gelso. Eppure
eri il vento che stancava lo sguardo
e senza coprire gli occhi, la vela
a disegnare gli orli del mattino
Anche l’aria
ingannandomi l’ombra
si stacca dal cielo, e scompare
Non un giorno
gira tra le dita dei miei capelli più chiari
Eppure intreccia ancora
come nuvola ingiallita
i nodi bagnati della mia tristezza
Eterno sentirmi
come di vetro
un riflesso luccichio di pioggia
Un germoglio di neve
tra le mani essiccate di Maggio
o l’inciampo del vento
che torna a seminar ginestre
dentro il mare
Non un giorno,
il tuo per sempre, o forse -mai
Solo risacca di un giorno qualunque
che si stacca dalla sabbia
e all’alba -scompare.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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Maurizio Spaccasassi5 giugno 2012
Un sentire distaccato imprime a questi versi una visione smaterializzata, il sentimento individuale non esiste più,perché si sparge nel vento e nel mondo, la sofferenza diventa amore. Poesia che decora versi colati dall'anima. Complimenti all'autrice.
EnzoL5 giugno 2012
apprezzo in modo particolare le immagini, molto evocative... un testo introspettivo d'amore che disegna un amore che fu. particolare, inoltre, la sensazione di dissolvenza che l'autrice ha saputo regalare. molto bella


