La Tuia
Oriella Del Col
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La Tuia che vedi ha salde radici
che hanno percorso terra ostile
scavando passaggi in sterili spazi
per giungere a gocce di vita
Accanto a lei nella dura crescita
stava un abete grasso dal tanto amore
La Tuia cresceva dimenticata
ma indomita
Il tempo bastardo e signore,
la morte crudele e giustiziera
hanno preso l'abete
Splende ora di rara bellezza la Tuia
elegante e saggia, forte e maestosa,
ha strappato i suoi doni al dolore
Dove fu l'abete un'altra tuia dimora,
salvata dal vaso assassino,
arranca miserrima, disperata soffre,
mendica la vita
La Tuia regale
dolcemente sorride.
©
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L'autore
Oriella Del Col
Commenti (1)
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M
Moreno Tonioni5 giugno 2012
La forgia comporta sofferenza, dolore. Eppure il fabbro ben sa che il metallo arroventato, poi battuto e freddato in un ciclico imporre tensione rende il ferro assai resistente al tempo e agli urti. Questa squisita metafora pone l'uno fronte l'altro due realtà opposte, evidenziando quanto il dolore e l'arranco donino in forza e carattere e di contro quanto l'agiatezza intenerisca rendendoci fragili. Trovo squisita la chiusa nella quale la vecchia Tuia osserva l'arrancare di un tenero virgulto... giovane e combattivo. E la Tuia bonariamente sorride al deja- vous che la ha resa forte e indomita.
