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Riflessioni 5 giugno 2012 · lettura 1 min · 2805 letture

La Tuia

Oriella Del Col 65 poesie pubblicate
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La Tuia che vedi ha salde radici che hanno percorso terra ostile scavando passaggi in sterili spazi per giungere a gocce di vita Accanto a lei nella dura crescita stava un abete grasso dal tanto amore La Tuia cresceva dimenticata ma indomita Il tempo bastardo e signore, la morte crudele e giustiziera hanno preso l'abete Splende ora di rara bellezza la Tuia elegante e saggia, forte e maestosa, ha strappato i suoi doni al dolore Dove fu l'abete un'altra tuia dimora, salvata dal vaso assassino, arranca miserrima, disperata soffre, mendica la vita La Tuia regale dolcemente sorride.
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Oriella Del Col
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Commenti (1)

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M
Moreno Tonioni5 giugno 2012

La forgia comporta sofferenza, dolore. Eppure il fabbro ben sa che il metallo arroventato, poi battuto e freddato in un ciclico imporre tensione rende il ferro assai resistente al tempo e agli urti. Questa squisita metafora pone l'uno fronte l'altro due realtà opposte, evidenziando quanto il dolore e l'arranco donino in forza e carattere e di contro quanto l'agiatezza intenerisca rendendoci fragili. Trovo squisita la chiusa nella quale la vecchia Tuia osserva l'arrancare di un tenero virgulto... giovane e combattivo. E la Tuia bonariamente sorride al deja- vous che la ha resa forte e indomita.