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Riflessioni 5 giugno 2012 · lettura 1 min · 3162 letture

Le lacrime non hanno colore

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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* Per effetto dei media recepire gli orrori della guerra oggigiorno è pressoché inevitabile e dunque son certo che lo sdegno sarà nel tempo sempre più palpabile. Altra cosa è inculcarlo nei crani quando a manipolare eventi spesso ombrosi son abili penne in mani di uomini codardi ed altezzosi. Intere pagine di storia scritte col sangue di chi s'è distinto a loro gloria sono numeri i deboli seppur su entrambi i fronti questi son sempre i veri vinti. D'altronde si sa che il dolore e le lacrime degli indifesi non hanno mai avuto colore.
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Immagine dal web - Remigio Legat - La battaglia di Calatafimi 1860 . Olio su tela

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Commenti (22)

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Chi gestisce il potere, è convinto di essere onnipotente e che il dolore sia necessario. Ma necessario a chi? I più deboli e i diseredati dalla sorte, devono subire senza quasi mai potersi ribellare... L'autore esprime il concetto del senso autoritario di chi, delegato a rappresentarlo in tutti i suoi diritti, pensa prima di tutto ai propri...

Patrizia Ensoli5 giugno 2012

Spesso ho sentito dire - un male necessario, per un bene più grande - necessario a chi, alle tasche di chi ha il potere? E questo è quanto... Bella e scritta con grande capacita!! Apprezzata e sentita

P
Paolo Morganti5 giugno 2012

Da una parte e dall'altra in guerra si contano le vittime e lo spargimento di sangue, dai reggimenti romani fino alle armate di Bonaparte arrivando a intere divisioni, tre per l'esattezza sul Piave, decimate, serve solo ai potenti di turno che stando sulla collina giocavano alla guerra con soldati veri.

Vilma5 giugno 2012

versi sentiti, riflessione molto apprezzata... bella e ben scritta mi piace la chiusa in particolare modo, perché è proprio vera... Complimenti Duilio

Francesco Rossi5 giugno 2012

Esplicativa la poesia chiaro il messaggio del poeta in un verseggiare chiaro, ricco e coinvolgente. La lettura della poesia appaga pienamente il lettore.

C

veritiera poesia, si ricordano i militi ma chi ricorda il dolore delle persone più deboli, dei vecchi, delle donne, dei bimbi? ottima riflessione

Giacomo Scimonelli5 giugno 2012

un pensiero rivolto a coloro che non trovano posto nella storia che racconta di guerre e di eroi... le lacrime di donne, anziani e bambini considerate meno che niente... condivido la riflessione dell'Autore... poesia ben scritta e scorrevole...

attento nel concepire questo fantastico Poeta, il vero che trauma da sangiunosi eventi ...il cui pianto non ha colori, di quel che accrescono dolori senza interferenze tra vinti o perdenti...è molto sentita ed è BELLISSIMA POESIA

Sara Acireale5 giugno 2012

Fai riflettere sempre Poeta... sono contro ogni forma di violenza e la guerra è la più grande violenza...È VERO, tutti parlano di eroi morti sul campo di battaglia ma alle mogli, ai figli, ai genitori anziani di questi "eroi" chi pensa? Chi spende un rigo, un verso, una poesia, un racconto per loro?...

Emanuele Martina5 giugno 2012

la guerra voluta dai potenti, tanto mica vanno loro a farsi uccidere, per soldi e potere... splendida riflessione, segnalo e conservo

Silvia De Angelis5 giugno 2012

Si sofferma quest'oggi l'autore, sul dolore indicibile di famiglie che hanno pianto i loro consanguinei negli orrori della guerra, anche se queste persone rimangono sempre in ombra, in riferimento agli eventi bellici vissuti... Profonde considerazioni in poesia, molto apprezzate

S
Sadness5 giugno 2012

è bella la chiusa, molto toccante ... un concetto condiviso dai tanti lettori scritto con lo stile che distingue l'autore, determinato nel suo stile; un tema delicato, la guerra, inconcepibile ... e a soffrire è sempre la stessa categoria; una lettura che scuote, che mi scuote

F
Franca Canfora5 giugno 2012

La guerra è l'errore e l'orrore più grande che mente umana abbiam potuto partorire. Lascia solo morte e dolore, sofferenza. La tua chiusa raccoglie il senso più vero del tuo pensiero, e non solo del tuo.

M
Moreno Tonioni5 giugno 2012

Piacere, condivisione e un sorriso all'ironia. Questo leggo nella lirica qui proposta dal Martino. Eccellente nella forma e squisita nel narrato questa poesia recita con elegante energia una denuncia grave e sofferta. Letta con vero piacere

Berta Biagini5 giugno 2012

Purtroppo questi versi sono la cruda realtà di quanto le guerre lasciano – tanto ci sarebbe da dire, ma credo che sia solo fiato sprecato – sempre si ripeteranno e bambini rimarranno orfani e mogli a piangere senza speranza. Sentitissima.

DonnaFPgreeneyed6 giugno 2012

I deboli e gli indifesi non hanno mai avuto né voce, né considerazione al loro dolore. Le gesta degli eroi, di solito, sono state scritte dai vincitori che esaltavano la guerra, appunto vinta, trascurandone i particolari dolorosi, facendoli intuire. Lo sdegno c'era allora come ora e come sempre, è il potere a decidere. Se ne siamo più coscienti, noi poveri mortali, è per merito di alcuni deboli che han lasciato testimonianze. es. Anna Frank o altre di sopravvissuti alla shoah, per dire una guerra recente. Ottima lirica con ampio spazio alla riflessione.

EnzoL6 giugno 2012

e già ... le lacreme degli indifesi non hanno colore alcuno, ma il moscetto lo sorregge l'indifeso, mentre il potente scrive la storia... pedina e strumenti, questo siamo. ma i potenti infine sono uomini, muoino anche loro... una riflessione amara, che condivido e plaudo grande Martino (DU)

Idalgo Visconti6 giugno 2012

La guerra è una lezione che i popoli non impareranno mai a sufficienza... Argomento trattato con consapevolezza, piaciuta

stelsamo6 giugno 2012

Se oggi la guerra è dai più condannata, così non è stato in passato. Ma soprattutto, coloro che di guerra hanno scritto sui libri di storia, esaltando l'onore dei vincitori ed il loro sangue versato, nulla o poco hanno scritto sui vinti, che così sono morti in sordina...

Fiammetta Campione6 giugno 2012

La storia la scrive il popolo, la guerra la combattono coloro che macchiano la terra col proprio sangue... Purtroppo da sempre c'è stata una manipolazione degli eventi da parte di chi scrive (non tutti per fortuna) Una gran bella riflessione che condividere è il minimo

Rossi Alessio6 giugno 2012

La storia la scrivono i potenti, purtroppo Ma di solito, le lacrime dei vinti rimangono invisibili... Un bel testo, che ho molto apprezzato

Artemisia6 giugno 2012

Le lacrime degli indifesi sono invisibili, questo perché pensano anche ad asciugare quelle dei "potenti", così chiamati grazie a chi copre loro le spalle. Tuttavia in una guerra ognuno fa la sua parte: i codardi, gli ipocriti, i potenti e infine i deboli. Le guerre non cesseranno mai, perché i "potenti" sono deboli nell'intelligenza, condizionano e si lasciano condizionare da chi li spalleggia, e il loro menefreghismo e la loro spietatezza lasciano i deboli a soffrire e a ricostruire. In quanto all'onore e alla gloria, se esistono persone come te a ricordare che anche i deboli hanno fatto la loro parte, che hanno sofferto più di tutti, allora non tutto è perduto, poiché si tratta di una gloria disprezzata.