Le lacrime non hanno colore

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Chi gestisce il potere, è convinto di essere onnipotente e che il dolore sia necessario. Ma necessario a chi? I più deboli e i diseredati dalla sorte, devono subire senza quasi mai potersi ribellare... L'autore esprime il concetto del senso autoritario di chi, delegato a rappresentarlo in tutti i suoi diritti, pensa prima di tutto ai propri...
Spesso ho sentito dire - un male necessario, per un bene più grande - necessario a chi, alle tasche di chi ha il potere? E questo è quanto... Bella e scritta con grande capacita!! Apprezzata e sentita
Da una parte e dall'altra in guerra si contano le vittime e lo spargimento di sangue, dai reggimenti romani fino alle armate di Bonaparte arrivando a intere divisioni, tre per l'esattezza sul Piave, decimate, serve solo ai potenti di turno che stando sulla collina giocavano alla guerra con soldati veri.
versi sentiti, riflessione molto apprezzata... bella e ben scritta mi piace la chiusa in particolare modo, perché è proprio vera... Complimenti Duilio
Esplicativa la poesia chiaro il messaggio del poeta in un verseggiare chiaro, ricco e coinvolgente. La lettura della poesia appaga pienamente il lettore.
veritiera poesia, si ricordano i militi ma chi ricorda il dolore delle persone più deboli, dei vecchi, delle donne, dei bimbi? ottima riflessione
un pensiero rivolto a coloro che non trovano posto nella storia che racconta di guerre e di eroi... le lacrime di donne, anziani e bambini considerate meno che niente... condivido la riflessione dell'Autore... poesia ben scritta e scorrevole...
attento nel concepire questo fantastico Poeta, il vero che trauma da sangiunosi eventi ...il cui pianto non ha colori, di quel che accrescono dolori senza interferenze tra vinti o perdenti...è molto sentita ed è BELLISSIMA POESIA
Fai riflettere sempre Poeta... sono contro ogni forma di violenza e la guerra è la più grande violenza...È VERO, tutti parlano di eroi morti sul campo di battaglia ma alle mogli, ai figli, ai genitori anziani di questi "eroi" chi pensa? Chi spende un rigo, un verso, una poesia, un racconto per loro?...
la guerra voluta dai potenti, tanto mica vanno loro a farsi uccidere, per soldi e potere... splendida riflessione, segnalo e conservo
Si sofferma quest'oggi l'autore, sul dolore indicibile di famiglie che hanno pianto i loro consanguinei negli orrori della guerra, anche se queste persone rimangono sempre in ombra, in riferimento agli eventi bellici vissuti... Profonde considerazioni in poesia, molto apprezzate
è bella la chiusa, molto toccante ... un concetto condiviso dai tanti lettori scritto con lo stile che distingue l'autore, determinato nel suo stile; un tema delicato, la guerra, inconcepibile ... e a soffrire è sempre la stessa categoria; una lettura che scuote, che mi scuote
La guerra è l'errore e l'orrore più grande che mente umana abbiam potuto partorire. Lascia solo morte e dolore, sofferenza. La tua chiusa raccoglie il senso più vero del tuo pensiero, e non solo del tuo.
Piacere, condivisione e un sorriso all'ironia. Questo leggo nella lirica qui proposta dal Martino. Eccellente nella forma e squisita nel narrato questa poesia recita con elegante energia una denuncia grave e sofferta. Letta con vero piacere
Purtroppo questi versi sono la cruda realtà di quanto le guerre lasciano – tanto ci sarebbe da dire, ma credo che sia solo fiato sprecato – sempre si ripeteranno e bambini rimarranno orfani e mogli a piangere senza speranza. Sentitissima.
I deboli e gli indifesi non hanno mai avuto né voce, né considerazione al loro dolore. Le gesta degli eroi, di solito, sono state scritte dai vincitori che esaltavano la guerra, appunto vinta, trascurandone i particolari dolorosi, facendoli intuire. Lo sdegno c'era allora come ora e come sempre, è il potere a decidere. Se ne siamo più coscienti, noi poveri mortali, è per merito di alcuni deboli che han lasciato testimonianze. es. Anna Frank o altre di sopravvissuti alla shoah, per dire una guerra recente. Ottima lirica con ampio spazio alla riflessione.
e già ... le lacreme degli indifesi non hanno colore alcuno, ma il moscetto lo sorregge l'indifeso, mentre il potente scrive la storia... pedina e strumenti, questo siamo. ma i potenti infine sono uomini, muoino anche loro... una riflessione amara, che condivido e plaudo grande Martino (DU)
La guerra è una lezione che i popoli non impareranno mai a sufficienza... Argomento trattato con consapevolezza, piaciuta
Se oggi la guerra è dai più condannata, così non è stato in passato. Ma soprattutto, coloro che di guerra hanno scritto sui libri di storia, esaltando l'onore dei vincitori ed il loro sangue versato, nulla o poco hanno scritto sui vinti, che così sono morti in sordina...
La storia la scrive il popolo, la guerra la combattono coloro che macchiano la terra col proprio sangue... Purtroppo da sempre c'è stata una manipolazione degli eventi da parte di chi scrive (non tutti per fortuna) Una gran bella riflessione che condividere è il minimo
La storia la scrivono i potenti, purtroppo Ma di solito, le lacrime dei vinti rimangono invisibili... Un bel testo, che ho molto apprezzato
Le lacrime degli indifesi sono invisibili, questo perché pensano anche ad asciugare quelle dei "potenti", così chiamati grazie a chi copre loro le spalle. Tuttavia in una guerra ognuno fa la sua parte: i codardi, gli ipocriti, i potenti e infine i deboli. Le guerre non cesseranno mai, perché i "potenti" sono deboli nell'intelligenza, condizionano e si lasciano condizionare da chi li spalleggia, e il loro menefreghismo e la loro spietatezza lasciano i deboli a soffrire e a ricostruire. In quanto all'onore e alla gloria, se esistono persone come te a ricordare che anche i deboli hanno fatto la loro parte, che hanno sofferto più di tutti, allora non tutto è perduto, poiché si tratta di una gloria disprezzata.

















