Non sento più dolore
Grazia Longo
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Lascio che la pioggia mi bagni i giorni,
il gelo d’inverno mi trafigga la pelle,
il sole del deserto mi bruci gli occhi.
Non sento più dolore.
Trovo armonia in questa mia solitudine.
Rifuggo ogni sguardo che mi ricorda il tuo,
dei giorni migliori, quando era colmo
di quel desiderio che m’ha tradito,
e guardo il fuoco, da lontano,
bruciare l'orizzonte, mentre m’immergo,
nella mia acqua primordiale,
lasciando i miei nuovi frutti acerbi,
sui tuoi nodosi rami fatali
che m’hanno graffiato l’anima
e oscurato per sempre il sole
in una lunga eclissi
senza domani.
Resto a cibarmi dei miei respiri d’amore
chiusa dentro a un cassetto tarlato
profumato di lavanda e timo.
Nelle pieghe della mano
serbo le spine di lunghi steli,
sottili, recisi anzitempo,
senza più rose, senza più foglie,
senza più odore.
Aspiro profondamente
il fumo azzurro di mille sigarette
e mi perdo nel fumo del passato,
come in una nebbia sottile
che attutisce ogni mio gesto
e acuisce tutti i miei sensi.
In una lunga notte, che son mille,
di solitudine, di rinuncia,
senza più attesa, senza speranza,
scrivo la mia musica senza rime,
che s’espande, e vive, e muore,
in uno spartito senza righe, e danza,
in un silenzio che non avrà più fine.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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B
Bruna Lanza6 giugno 2012
rileggere la mia storia nei tuoi versi, dunque è così che succede a tutte? un dolore sordo avvinghia il cuore? hai saputo raccontare i mille attimi di sofferenza, piaciuta
Giacomo Scimonelli6 giugno 2012
sofferenza e tristezza affrontate a testa alta... la sensibilità dell'autrice coinvolge fin dai primi versi per trovare splendore assoluto nella chiusa... senza arrendersi si può sopravvivere al dolore del cuore... intensa e ben scritta

