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Introspezione 6 giugno 2012 · lettura 1 min · 8661 letture

Il borgo

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Si! Sa di resa l’atmosfera statica arida è l’aria e cinge d’assedio quando è domo il vento; resta la cenere che stringo tra le mani ed il freddo ferente di dimore compiute... di cento bocche di camini spenti. Leggo la resa su muraglie unghiate dal flusso offese del feroce tempo aspro è il respiro di possanze andate schiacciando schegge di coppi e cemento. Urlano resa i tenui lumi appesi tra le macerie del mio borgo spento l’inverno grava e i grandi cerri arresi pagano dazio ad un pungente vento.
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Il mio borgo... un po’ come me!

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Duilio Martino
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Commenti (29)

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g
giovanni bagnariol6 giugno 2012

la bellezza del paesaggio si fonde con un effluvio di forti profumi di una natura quasi intatta e ad ogni passo, il poeta ci offre scorci e particolari paesaggistici scolpiti sulla viva pietra di un paese che si imprime nella mente e nel cuore,,,

P
Paolo Morganti6 giugno 2012

Io ci leggo la durezza di un evento naturale nefasto e l'amore per le proprie origini descritto con tristezza e malinconia, perché non si può dare la colpa a nessuno quindi la rabbia ce la portiamo dentro.

Rossi Alessio6 giugno 2012

Una descrizione del proprio luogo d'appartenenza elegante e raffinata, in cui però sembra di percepire una non troppo velata vena di malinconia... Almeno così mi è sembrato. Molto bella

C

una descrizione perfetta e ben dettagliata di un vecchio borgo caro al poeta, ottima poesia

Elena Poldan6 giugno 2012

Malinconico, e insieme amato, questo scorcio del tuo borgo, che profuma d'affetto e di passato, di sapore tradito e lacrime di pietre... E' la tua essenza riflessa nel contorno che ti circonda. Intensa e pregiata lirica. Chapeau!!!

Patrizia Ensoli6 giugno 2012

Si respira la malinconia tra le vecchie rocce dei borghi antichi ma resta impresso, tra sassi levigati dal tempo l'antico splendore come se, fra quelle pietre cuori palpitassero e se ne sente l'eco, il calore... Amara e dolce poesia e grande stile!!

Rita Stanzione7 giugno 2012

L'anima del borgo, descritta con abilità in dettagli che emozionano. Bella poesia, molto apprezzata

Giacomo Scimonelli7 giugno 2012

versi malinconici descrivono il borgo dell'autore capace di cogliere le differenze con il passato e l'avanzare del tempo che lascia cicatrici e segni tangibili... ogni dettaglio al posto giusto nella descrizione elegante dell'autore

Sara Acireale7 giugno 2012

Oltre alla rabbia per quello che si poteva fare (e non si è fatto) io leggo in questa poesia grande amore per la terra natia... Questo autore ama parlare delle sue origini, della sua terra e vorrebbe che tutto potesse andare meglio. Apprezzo sempre la descrizione particolareggiata di ogni luogo, i dettagli sempre al posto giusto... I miei complimenti, segnalo e fiocco

Idalgo Visconti7 giugno 2012

I luoghi dove si nasce, inevitabilmente si fondono con noi, creando quelle peculiarità che ci contraddistinguono... e amando la nostra terra è anche amare un po\' noi stessi... Piaciuta

EnzoL7 giugno 2012

plaudo l'autore, che spesso nei suoi testi e composizione, cita e rende giustizia al suo paese, il suo borgo che in questa ascende come fosse un vecchio amico, una persona cara che si arrende un introspezione quella del Martino che prende spunto dalla metafora del paese e coinvolge se stesso nel suo lento decadimento... mi tocca, l'empatia creata tra l'Autore ed i luoghi della sua vita veramente sempre ammirato, un grande grande scrivere complimenti

Caterina Zappia7 giugno 2012

Le bocche dei camini spenti dicono troppe cose in questo splendido trionfo di versi che sanno d'antico. Un borgo che lentamente si spegne! Complimenti!

Laura Maira7 giugno 2012

Grande maestria in questi versi che denotano la grande sensibilità dell'autore e il suo legame con la terra di origine... Toccante la metafora del borgo, antico e spento come l'animo che si arrende al vento, alla vita, al dolore... Bellissime le immagini e le assonanze, davvero un capolavoro! Complimenti...

g

Dolci e melanconiche pennellate create dal ricordo e dalla nostalgia... non più come una volta il mio paese ma al cor mio sempre vivo e come allora... segnalo e fiocco

Giovanni Chianese7 giugno 2012

Nostalgia e amarezza intravedo in questi splendidi versi. Vedere il proprio borgo abbandonato e ferito dalle frustate del tempo, e restare lì a guardarlo impassibilmente è un atroce tormento per l'anima e il cuore di chi ha vissuto la propria infanzia tra i vicoli del natio luogo. Gocciolano dagli occhi addolorate lacrime per incuria e dimenticanza dell'umana civiltà.

Arcangelo Galante7 giugno 2012

Un testo malinconico che presenta un concreto accostamento di immagini poetiche, sospese tra velati romanticismi ed un'evidente introspezione, celata nei versi, in maniera altalenante. Le descrizioni riguardanti IL BORGO sono l'espressione e l'anello di congiunzione tra il sentire del poeta ed il suo immedesimarsi nello scenario di quell'ambiente, desolato e dimenticato, che sottolineano anche il suo peculiare stato d'animo. Emblematica resta la chiusa, che sintetizza i pensieri del poeta.

elena rapisa7 giugno 2012

stampati indelebili nella memoria dell'anima fluiscono i ricordi di un'Italia fatta di antichi Borghi che si vanno spopolando. Tristezza, malinconia, ma profondo radicamento nella loro cultura esprimono questi versi significatvi ed evocativi fra l'ieri e l'abbandono dell'oggi. Personalmente ancor più sentiti perché le mie vagabonde radici spaziando tra luoghi e culture dissimili tra loro mi inducono alla continua ricerca delle stesse

Fiammetta Campione7 giugno 2012

Talmente mi è entrata dentro che faccio fatica a commentare... non trovo le parole giuste, come spesso succede quando un sentimento s'ìimpadronisce di noi e ci satura. Una mirabile lirica, d'Autore.

Donatella Pezzino7 giugno 2012

Leggendo ho vissuto a fondo questa sottile introspezione articolata in una simbiosi fra animo e paesaggio che lascia davvero ammirati. Chapeau!

M
Mariasilvia7 giugno 2012

Un quadro con l'arte dentro. Un Borgo che si perde nel silenzio e parla sottovoce. La descrizione colora le mura, le cinta, il campanile e le viuzze non più affollate. Sempre più solo, dentro fiumi inutili di parole, parla l'amore. Bellissimi versi. Complimenti!

Angela Fragiacomo8 giugno 2012

Una resa forse al tempo, che passa inesorabile, e sulla superficie segna, ma arricchisce dentro, così che ogni cosa acquista valore e pregio, proprio come l'essere umano, una storia in ogni ruga, un racconto per ogni segno... le cose "vecchie" sanno di saggezza che deriva dal vissuto, ed acquistano quella luce della totale resa fiera, alla vita... così sento io e così ho sentito il borgo e la persona in questi versi struggenti Apprezzata lirica

Doraforino8 giugno 2012

Una descrizione melanconica nel riitornare al borgo e risalire piano verso le muraglia che sanno di passato, erose, scavate... e sanno di resa... Versi di grande intensità.

stelsamo8 giugno 2012

Descrizione malinconica e al contempo nostalgica, quella del proprio vecchio borgo. Nel rivisitarlo, si prova amarezza per come esso ci appare: ormai spopolato e segnato in ogni dove dal tempo. Tutto in esso, sembra ormai dominato dall'arresa e dall'abbandono: persino l'atmosfera che l'avvolge.

Artemisia9 giugno 2012

Le strade che percorriamo e il paesaggio in cui viviamo, sono saturi di aria già respirata, più anidride carbonica che ossigeno. Il mondo va avanti, e il suo cammino è un lungo viaggio verso un futuro cieco, già percorso da innumerevoli vagabondi... ma non c'è desolazione, a parte un intero universo riciclato più volte. Sei Grande Duilio, lasciamelo dire.

l
luca mefalopulos18 giugno 2012

Meravigliosa! Le parole accuratamente scelte, evocative di immagini e sensazioni che mi hanno fatto camminare e respirare nel tuo borgo, grazie davvero!

Antonella Avolio27 giugno 2012

Versi accorati e stilati che sembrano un dipinto da ammirare per cogliere i particolari, cornice di uno stato d'animo che abbraccia ogni viottolo percorso in diverse età ma con lo stesso patos emotivo. Grande artista!

EmiliaGuerra6 dicembre 2012

nella mente e nel cuore ho impresso ogni particolare similie al tuo borgo è il mio, nostalgia di partire all'immprovviso e tornare, lì' dove gli affetti sono ancora intatti.

carla composto6 dicembre 2012

le origini accmpagnano sempre le meravigliose liriche di questo valentepoeta l'ultimo verso lo trovo incisivo e meraviglioso... bella la metfora...

Marco Morandi13 dicembre 2012

Mai ritornare nei luoghi dei ricordi; si rischia sempre di avere le rmozioni che trasmetti in questi versi. E' bella la forza con cui la poesia arriva.