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Sociale 9 giugno 2012 · lettura 1 min · 6689 letture

Mi fidavo

Saverio Chiti 2076 poesie pubblicate
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Mi fidavo di te e speravo… ma a quanto ho visto niente è cambiato e nell’immaginario corollario mi stringevi a te come fossi fragile rosario fra le mani di chi niente ha valore Ti ho permesso d’avvicinarti nel far della sera a quell’intimo rifugio che nascondevo con timore no, non è al momento il livore che mi prende il cuore ma se tu non avessi ingannato l’anima adesso… sarei vivo! Mi fidavo di te e pregavo… che finisse il tormento laddove l’innocenza avevo lasciato verrà comunque il giorno del giudizio dove nel precipizio dell’amore ogni fede avrà il suo sussulto in quell’angolo di cielo.
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A che serve mentire... la realtà è sotto gli occhi di tutti! solo che... molti scelgono di girasi dall'altra parte!!! "nessuno tocchi Caino?" nessuno tocchi i nostri figli... che sono i "nuovi" Abele!

L'autore
Saverio Chiti

“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes

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Commenti (6)

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Pino Penny15 giugno 2012

bellissima la scelta del video... ed alcuni dicono che le cose sono sempre andate così.se anche fosse voltarsi dall'altra parte è complicità.e il giorno verrà che le cose nascoste verranno svelate e ci si potrò finalmente fidare di tutti

M
Mariasilvia15 giugno 2012

Dare ascolto e fidarsi... Cercare il calore dove nasce il freddo. Dove anche con la preghiera il sole non splenderà mai... Restare in contatto con il vero, oggi è vera utopia. La chiusa è superba. Bellissimo componimento in un tema centrato. Applausi!

maria bizzocchi15 giugno 2012

intensa poesia sulla fiducia che è una cosa seria, quando qualcuno ti delude non hai più voglia di fidarti di nessuno, allora è difficile credere ancora

Maria Rimedio Troncia16 giugno 2012

Piega la schiena... leggere questi versi...è dolore che poggia e preme...è rabbia che urla nel silenzio...è riscatto chiesto... alla fede... alla speranza... Che aggiungere?...nulla, se non un grazie... all'Autore... Complimenti, Lady...

l
luca mefalopulos18 giugno 2012

Non riesco a godere di ciò che hai scritto perché il sonoro mi distrae, credo che quando si cerca di arricchire una poesia bisogna fare attenzione a non appesantirlo, a volte è meglio togliere.

Rita Minniti21 giugno 2012

L'intensità di questi versi commuove. Si legge piano, con la dovuta attenzione, e ogni parola colpisce nel profondo dell'anima. Altre parole non servono, la poesia dice da sola quello che il pensiero le ha dettato e si sciuperebbe l'incanto della bravura dell'autore. Complimenti e applausi!