Il silenzio è un rosario fra le mani delle donne
Giorgia Spurio
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C’è il silenzio portato
come un rosario
tra il petto e le costole.
Un coraggio che ha odore di vento e di neve
fragili al tempo
come il chador tra le mani e il collo
come una croce baciata ogni giorno.
E si rompono come esplosioni
i baci iniettati come proiettili,
cadono sembrando mille spartiti
nell’aria fino al tepore calmo del pavimento,
cadono come in autunno
i capelli degli alberi.
Non sappiamo urlare il nome del male
mentre nel grembo siamo donne pronte ad amare
i figli orfani di padri,
non riusciamo a denunciare il silenzio
quando tra le lenzuola
l’amore si trasforma in incubi da dimenticare.
Sono scale senza paradisi
ascensori senza destinazioni
tra stalking di dita e bugie,
quando il cielo cade in forma di pioggia
pesando sulle anime e le cicatrici
non ancora emarginate.
Un urlo sordo
scriviamo sui muri del cuore
tra il seno e il sogno, tra il ventre e l’embrione,
un bacio al figlio
che non abbia ricordo tatuato
di nessuno stupro,
di nessuna eutanasia che strinse il nodo
alla gola della donna
quando morì il fiore
tra le ombre dei mostri.
Una lettera che abbia baci
ci portiamo stretta nella mano
per le bambine che raccolgono ogni giorno
il fiore risuscitato
da far dono alla pace
che avrà mai sepoltura né tomba,
crescendo in silenzio come il bosco
senza tonfo d’abeti.
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Giorgia Spurio
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