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Famiglia 11 giugno 2012 · lettura 2 min · 1071 letture

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Michele Giuliano 74 poesie pubblicate
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Eravamo solo bocche da sfamare Generati dallo stesso seme Tratti dalle stesse carni Abbiamo succhiato nutrimento dallo stesso seno Mangiato lo stesso pane duro Abbiamo appreso dalle stesse strade la spietata lezione per la vita Entrato troppo presto nell’arena Sei stato il primo in tutto Su di te si è accanita la nostra povertà Hai pagato anche le nostre esperienze Le tue privazioni sono state alimento per noi Solo nel momento di maggior bisogno non hai sbandato e sei diventato quercia. Sei stato il faro della mia adolescenza La roccia nei travagliati giorni dell’insicurezza Tangibile presenza nelle mie difficoltà. A te più che ad ogni altro devo tutto quel che sono. Ora ti sei chiuso nel tuo male E la vita sembra fuggire da te inesorabile Ti consumi lentamente come una candela e la fievole voce che ti resta fatica a dar forza al tuo pensiero Eppure quando incontro il tuo sguardo vedo sempre un guizzo di vita, una rassegnata dignità Quando ti parlo nella nostra lingua di paese noto la smorfia di un sorriso triste. Vedo i tuoi ricordi che riprendono vita. Mi stringe un nodo alla gola Si riempiono gli occhi di pianto E mentre il tuo corpo Lentamente si asciuga Esplode in me rabbia impotente Non capisco e mi rifiuto di capire Quale il divino disegno che punisce un innocente colpevole solo d’aver vissuto rettamente.
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A mio fratello

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Commenti (1)

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Rossi Alessio11 giugno 2012

Credo sia inopportuno dire che una poesia che parla di un argomento così toccante e commovente sia bella, ma così è,bellissima e commovente. In ogni verso si percepisce forte sia l'amore fraterno che e la tristezza, la rabbia per non poter far niente in questa drammatica situazione. Splendida poi la devozione verso un fratello che ha guidato e sorretto l'Autore nell'adolescenza. Commosso e ammirato, la conservo.