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Riflessioni 14 giugno 2012 · lettura 1 min · 4139 letture

La dimora

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Nel disordine di una vela ritagliata respiro la nostalgia di questa vita troppo viva per la resa troppo stanca e inutile per prati sopra le mattine vago, silenziosa e nuda scivolando nella rete della luna con gli occhi cerchiati da opache speranze altrove lontano in un giorno eterno ghermito dall’ombra continuità sospesa che arde e consuma come un odore nel midollo insinuato sento freddo...
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (17)

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Donatella Pezzino14 giugno 2012

Sospesa in un limbo fra la volontà di andare avanti e quella ancor più forte di lasciarsi andare, l'anima soffre un travaglio emotivo doloroso da cui non sa come uscire... eccellente l'andamento dei versi che sembrano seguire questo moto stanco e altalenante... applauso ammirato

carla composto14 giugno 2012

pensireri contrastanti tra loro... vagare in spazi di sole, e di luna... con occhi cerchiati per sogni ad occhi aperti che cercano invano speranze lontane... metafore molto bella ...lirica stupenda velata da nostalgia... brava la poetessa...

M
Mariasilvia14 giugno 2012

In un altalena di pensieri sospesi, l'anima si dondola in cerca di calore. Vaga nell'ombra che le è di compagna. A volte stanca e initile, a volte sicura e più speranzosa. Chiusa da ghiaccio bollente. Complimenti!

Nicolina Macari14 giugno 2012

Trovo questi versi superlativi... Complimenti apprezzata molto!

S
Sadness14 giugno 2012

la consapevolezza della propria vita dalla quale si prende la parte bella e nella stanchezza, in un lottare perpetuo, si sogna; una profonda analisi dove la chiusa è come una scossa ... quel sentire freddo; amara; l'immagine allegata è anche molto bella, confezionata sui versi; una lettura molto gradita

Rita Stanzione14 giugno 2012

Una dimora che non riesce a contenere, il freddo resta, perché è dentro... tanta l'emozione che emanano questi versi, bellissimi

EnzoL14 giugno 2012

il fresso dentro, dentro un involucro spento, dimora per la sofferenza e del male di vivere malinconica, preziosa e trascinante ... in questa stanchezza che spesso ci coglie

Francesco Rossi14 giugno 2012

Credo che l'autrice non abbia poetato il suo stato d'animo e questo si evince dalla forma non diretta ma, al contrario si sia calata in una dimensione interiore dove l'esistenziale ha le sue note dolenti che consapevolmente verseggiate in questa poesia.

Artemisia14 giugno 2012

Il quotidiano della vita, la routine di tutti i giorni ci stanca a tal punto da farci sentire in un contesto che non è il nostro, che non ci appartiene. La nostalgia di volere la vita che si desidera veramente è una sensazione sacrosanta. Tuttavia la resa non può esistere, poiché la responsabilità di altre vite ha un bisogno continuo di una guida. ...E con gli occhi cerchiati si va avanti, sentire freddo è legittimo.

Berta Biagini14 giugno 2012

Ci si perde in questi versi – ognuno ha un suo calore particolare che lascia dentro un senso quasi d’impotenza per come la vita sfugge dalle mani - non per nulla l'autrice chiude la poesia con due parole che giungono inaspettate.

angelo cora14 giugno 2012

Tra splendide note, quel piacevole, grande tocco, d' un vero bravo Auture -

C

la noia mortale e la stanchezza ben interpretate in questa magistrale poesia

Idalgo Visconti14 giugno 2012

Analisi di un destino che non calza e non si addice alla protagonista di questa lirica, che traccia un quadro di quella vita fatta di consuetudini e monotonia, alla quale si ribella interiormente, riconoscendo le sue potenzialità e aspettative, che questo destino irriverente gli ha voluto negare. Una poesia che è anche un grido pacato di ribellione quell'ingrato ... Bella, piaciuta...

Nadia De Stefano14 giugno 2012

Ho sentito un gran brivido a leggerti... splendida lirica, profondamente sentita!

Jade14 giugno 2012

Nella routine i giorni si consumano tutti uguali, così all’improvviso sopraggiunge lenta la morte dei pensieri e nella stanchezza del corpo l’anima ondeggiando nella malinconia, vaga sognando luoghi di luce e calore. Chiusa che sorprende ed emoziona sino al midollo.

P
Paolo Morganti15 giugno 2012

Dimorare sentendosi protetti da ogni dubbio che genera panico e angoscia, trovando la giusta dimensione trovando la misura essenziale dell'esistere, essere nel continuo avanzare verso il termine cin certezze è stare nella linea di equilibrio oltre questo ci saranno euforie che si alterneranno con momenti meno positive, intanto il tempo scorre verso l'infinito.

Rossi Alessio17 giugno 2012

Malinconia, stanchezza, tristezza, ma molte sono le sensazioni che si avvertono in questa poesia scritta in un velato ermetismo che risulta gradevole alla lettura. La chiusa intenerisce e stupisce, mi ha trasmesso un senso di fragilità... Così l'ho percepita, bellissima