Le solitarie
L'educazione degli specchi
che mi rende, sottende
un qualcosa che in là
poi vitreo mi saluta, estraneo.
Qui fuori ancora i folti odori
e i finti fiori
della sera maniacale.
Accumuliamo i tempi morti,
le navi da asfalto
senz'acqua né porti.
Siamo dadi a due facce
di una qualche medaglia.
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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In Venere veritas15 giugno 2012
che strana... c'è un gusto ai rimandi e al grottesco molto decadente, però raffinato e con un filo di cubismo. piace davvero parecchio. c'è sostanza, alcune tue toccavano vette troppo difficili da raggiungere ... questa no. è oscuramente chiara.

