Cara amica mia

Amica mia
t'avevo vista
e mi sei parsa strana
troppo magra
troppo seria
e negli occhi
una sofferenza profonda
incapace di trovare
ancora
una ragione per vivere
neppure per i tuoi figli.
Come ho pianto per te
per l'angoscia serbata nel cuore
da tanto tempo ormai
quando le maree
s'alzavano o s'abbassavano
ti vedevo a volte
scomparire nei flutti
per poi riemergere
sorridente.
Parevi felice
quando le stelle in cielo
ti ostinavi a contare
e sempre sperare
in una stella cadente
che mai un tuo desiderio
avrebbe avverato.
Stiamo vicine
non ci abbandoniamo
raccontiamoci delle nostre anime
di quanto soffrono
quando il vento contro loro soffia
e non risparmia gelo
e tormente.
Riabbracciamoci e diamoci la mano
sarà meno faticosa
la salita della vita
a vicenda ci terremo lontane
da quel baratro all'improvviso
a fianco a noi comparso.
Quest'amicizia
rara come una perla
è l'ossigeno per vivere
è tempesta già sedata
è romantica avventura
nata in me prima ancora
che nel cielo
e tu
cara amica mia
non respingere la luna.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marisol58
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
