Se fossi Dante
Se fossi Dante non avrei nel poetar
difetto della metrica non schiavo
ma padrone il rigor del verso certo
e lo scorrer suo perfetto non insulse
parole ma per mamma diletta genitrice
mi punge ambascia per dolor mio
al calamo ratto quel fuoco de la mente
ma scribacchin son per cui non rubo
tempo al tempo per agire di cesello
nella ricerca di rime e di lessico forbito
così alla mia povera musa contadina
nell’istante a lei m’affido come quella
detta vo poi significando insulse ai più
immonde righe ma di lor a me non cale
ad altro fonte vadan pure a dissetarsi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif19 luglio 2015
Epistula non erubescit (la scrittura non arrossisce) dicevano i latini e qualunque sia il metodo usato per la scrittura, ciò che conta è il contenuto. Versi satirici con termini anche dal giusto sapore arcaico e che si legge bene. Gusti personali, ma avrei usato la punteggiatura che, nella satira, servono ad incidere maggiormente.
