Giardino proibito
Grazia Longo
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Fantasia di nubi
oltre l’orizzonte
l’ombra della sera scende
con il suo scialle di tulle nero
profumato dei petali
di vani giorni
in un pianto di corolle
piegate sugli esili gambi
traditi dalla terra.
Amore strappato
dal palpitante petto.
Senza respiro il tempo
nei silenzi del giorno.
Foglie danzanti
tra giochi di rami
stesi al cielo.
Giardino proibito l’anima
senza il sole di quelle mani
a scaldar le bionde messi
d’un corpo di donna.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Anna6216 giugno 2012
Non è poi così proibito il giardino dell'anima, se la chiave del cancello di accesso sono le stesse parole dell'autrice e che io leggo, leggo e partecipo ed entro... certamente non sono il sole che varrà ad illuminare questo giardino, ma credo di essere un piccolissimo guizzo di luce... Quando un amore ci lascia mentre ancora il nostro cuore palpita, ci sembrano vani i giorni, tutto si scolora, ma io credo che ciò che conta è lasciare sempre aperto il giardino della propria anima. Versi malinconici, come solo la fine di un amore può dettare

