La persuasione e la rettorica

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (2)
Ottima soluzione cader dal basso snobbando il cielo la gravità la vita dà quel che la morte coglie...
e mi trova perfettamente d'accordo in ogni verso, anche l'emozione dell'orario ferroviario di notte! che brutta e orribile morte, quella inavvertita, quotidiana, nell'attesa di un domani che non arriva mai, non divenendo mai l'oggi...è come vivere sulla porta di casa, senza mai aver il coraggio d'uscire... sempre in procinto di... preferisco i salti nel buio, le vertigini, nuotare con gli occhi... salutare il tabaccaio e sgualcire libri, che abbiano il mio odore... e far tutto, ma proprio tutto, oggi... piaciutissima, s'è capito?


