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Riflessioni 18 giugno 2012 · lettura 1 min · 1001 letture

La persuasione e la rettorica

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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per esempio uno dice, domani domani andrò domani farò domani incontrerò se avrò buoni propositi domani, forse, invecchierò e cosi aspetta sera che neanche ha capito e gli dico tu non hai un cielo e non hai un sogno tu resisti al cielo e ai sogni e non hai foglie da far brillare perché tu neanche esisti non esistono le tue mani che non scrivono e non esistono i tuoi occhi che non vedono possiamo aspettare secoli eppure ci sarà sempre all'angolo qualcosa come una tabaccheria e leggeremo sempre qualcosa come libri scritti da uomini che avranno in testa qualcosa come cappelli o ombrelli Fintanto che pioverà o uscirà il sole fintanto che avremo alberi su cui attaccare pensieri e due occhi saranno ancora in grado di farci nuotare finché riusciremo ancora a emozionarci la notte leggendo l'orario ferroviario non moriremo mai veramente mai cosi inavvertitamente come te adesso nel covo ellittico del tuo domani
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il titolo si richiama all'opera di Michelstaedter di cui non è affatto mia intenzione sintetizzare l'enormità della tesi (tanto irreprensibile quanto necessaria). Semmai suggerisco all'occhio di calarsi anche il tempo necessario per sentirne l'attrito.

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (2)

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Aldo Bilato18 giugno 2012

Ottima soluzione cader dal basso snobbando il cielo la gravità la vita dà quel che la morte coglie...

Angela Fragiacomo21 giugno 2012

e mi trova perfettamente d'accordo in ogni verso, anche l'emozione dell'orario ferroviario di notte! che brutta e orribile morte, quella inavvertita, quotidiana, nell'attesa di un domani che non arriva mai, non divenendo mai l'oggi...è come vivere sulla porta di casa, senza mai aver il coraggio d'uscire... sempre in procinto di... preferisco i salti nel buio, le vertigini, nuotare con gli occhi... salutare il tabaccaio e sgualcire libri, che abbiano il mio odore... e far tutto, ma proprio tutto, oggi... piaciutissima, s'è capito?