Il giardino degli incanti
Quando sulla linea che taglia l'orizzonte
galleggia quel puntolino aranciato
dove il cielo è mare verso
baluginano chiarori d'albe profumate
perdersi nel gineceo della striata orchidea
regalatami dalla sirena del mare
oh Dea divinami il passo dall'alba al tramonto
fuoco cammina con me lingue infuocate sul rosso velluto
Tra le pieghe del cuore
lambiscono delizie liquori d'esizie
nettare immortale d'ambrosia
semidio uomo mortale tendo i muscoli ferrei
nelle solide braccia reggo il carro i luce
il fiore della vita assurgo al posto
nel giardino incantato dei piaceri
melograno dai chicchi rossi schiaccio tra le labbra
zuccherini come i Tuoi baci in agrodolce sapore d'amore
in estasi colgo frutti polposi
addentandoli con labbra bocciate
ne traggo sapori ricordi indelebili
in quest'alba che mi sussurra ancora di Te.
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Commenti (5)
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Giacomo Scimonelli20 giugno 2012
il giardino degli incanti in versi ''incantevoli'' che profumano d'amore... bei pensieri...
Patrizia Ensoli20 giugno 2012
E' un incanto dove fra zuccherini frutti ambrosie e colori, l'amore s'innalza ... Metafore belle e appropiate Un verseggiare ammaliante e sempre incantevole!!
C
Citarei Loretta Margherita21 giugno 2012
incantevoli metafore per cantare ed esaltare l'amore, splendida
EnzoL21 giugno 2012
diversi i passaggi che mi hanno colpito, in questa bella composizione - oh Dea Divinami il passo dall'alba al tramonto- -perdersi nel gineceo della striata orchidea- mi piace questo modo diverso di porre l'immagine che stai adottando ultimamente, quasi psichedeliche apprezzata assai
omissam21 giugno 2012
...altra gemma da infilare nel forziere, infinito, delle emozioni che doni...



