Senza titolo

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (9)
"senza titolo" è un ottimo titolo per questa poesia, che contiene il tempo come si contiene il vento... disperdendolo in aliti di verità, emozioni alla rinfusa, alla ricerca d'identità, ci vanno in bicicletta o s'appiccicano al sole, bruciandosi forse... chi può dire... tutto molto relativo, solo fatti personali, la vita... capita persino di perdersi in casa propria e riconoscersi in un bicchiere di lacrime... poi un uccellino ti viene a salvare, chissà come faceva a sapere... ci si potrebbe scrivere un trattato, lo intitolerei... senza titolo... ammirata!
Un testo sovversivo, che sovverte e genuflette il verso, stirandolo dentro ad un sospiro troppo profondo per non rompere pareti, fra divelti soffitti di quiete... il tempo divora, ci annienta e confonde e quando piangiamo, nessuno se ne accorge... ma, alla fine, ci libera un alito di speranza (l'uccellino)... mentre i nostri sogni... prendono strade diverse. Un testo senza schemi, un flusso di coscienza... bravo l'Autore ad elidere (quasi del tutto) il fuorviante "razionale"... per dar voce ad un sepolto (sotto scaglie di frastuoni) malore... ottima la chiusa. Un testo "altro"... "oltre"...
Prosa e poesia hanno un confine oramai molto labile, bisogna dirlo questo. Ma penso che se si vuol scrivere poesia, si debba creare "un verso": ovvero una breve unità di testo che graficamente "finisce un po\' prima del rigo" e - cosa essenziale - idealmente deve avere un suo perché intrinseco. E penso anche sia finito il periodo delle sperimentazioni degli anni sessanta del verso lunghissimo... Testo interessante comunque, da leggere più volte.
...credo che la scelta del verso lungo senza pause sia l'espressione della compressioe del dolore... nella mancanza di respiro che trattiene tutto in un verso... fino a che non si scioglie l'attimo cupo... certo, ormai l'originalità è solo apparente poiché tutto o quasi è stato fatto e sperimentato... ma questo non impedisce di ripercorrerlo... se devo proprio trovare il pelo nell'uovo... toglierei le 'd' eufoniche... ma trovo questo testo davvero ottimo per ciò che dice e come... e per come sa farsi ascoltare...
Effettivamente in questo testo la poesia c'è,ma forse intesa più come concetto poetico che come poesia nel senso stretto del termine. Mi spiego meglio, l'assenza di punteggiatura e il contenuto espresso in tre lunghi versi fanno sì che (sempre secondo il mio personale parere,è chiaro) questo scritto si avvicini molto più ad una prosa poetica che a una poesia. Anche in passato molti poeti usavano questo metodo, ma ad un fine pratico più che stilistico. La carta allora costava parecchio e usavano scrivere le parole addirittura attaccate tra loro per risparmiare. Era il lettore che leggendo capiva esattamente, per via della metrica, dove finisse un verso e ne iniziasse un altro... In questo caso mi sembra più una sperimentazione...
siccomequestonondovrebbeessereunforumdovebattibeccaresulcomeesulperchèdiuntestoscrittoinmanieraesemp laremaaquanto parelereazionisonodiscordanvidicochec'èpiùpoesiainunbiboned'olioesaustocheinmoltetarantellechemisu onanostonate... così vi beccate, non solo niente punteggiatura... ma nemmeno il buon senso dello scrivere con le pause... e siccome a me piace così...sperimenterò questo modo di non arrivare... poi, se non verranno convalidate pazienza... ma lo volevo dire!...sono con te XY...
...sono tra quelli che ritengono questo testo una poesia, anche se di solito su scritti come questi non si è sempre sicuri... però questo no, lo sento decisamente poetico E' vero che si fa ascoltare, il -piangevi- colpisce il lettore molto fortemente, insieme a quella mescolanza di cose, rumori, gente, odori che investono alla lettura, sembra proprio di esserci...
a mio modestissimo parere e dopo tanti commenti illustri capaci di spiegare con parole complesse e raffinate concetti del tutto estranei e mai veramente immagazinati da chi usa ciò che usa per puro amor del mostrare, mi esprimo con moltissima semplicità -perché è quest'ultima che m'appartiene- moltissimo è stato detto e fatto in poesia dagli ultimi Nobel e non proprio ultimi abbiamo imparato che la poesia è moltissime cose e non sono tecnicismoe verso ritmato... a me questa poesia è piaciuta perché è arrivata "a temporale" nel mio animo e ha toccato corde che ben pochi sanno toccare. Grazie a te che ho scoperto da poco e che apprezzo
Ma allora è questa la più bella e fino ad oggi ancora non lo sapevo. E quell'assenza di pausa è proprio quella corsa, di lancette a rincorrersi, consunte, quasi rinsecchite. E la corse affannate proseguono. E' cosi, alcuni sogni restano a piedi, altri al massimo in bicicletta, ma, chissa' qualcuno magari arriva a destinazione. POESIA.







