L'amico strillone
In via Manzoni lo strillon facea da anni
pover sfortunato grama la di lui vita,
una lontana sera sui giornali lì il suo
nom ben scritto e posto altri gridò del dì
l'evento con quella di lui accanto foto
avvenente giovane straniera l'amor
felice trova che col barbon suo s’unisce
questo il richiam questa la didascalia,
sì un vil vilmente l’avea per due lire venduto
che faceva quel dì quel tristo comunal addetto?
Falsa ingannevol per l'onest'uom quell’union era
per di danar uno spicciol un'italianità comprata
quel falso sogno di falso amor morì il dì stesso
due bottiglie non più di vino bevute con gli amici
svanita dove chissà de l’inganno quell’avventuriera
un nuovo strillar triste risuonar si sentì ancor
tristemente di lui triste la sera dopo in quella via.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Paolo Morganti21 giugno 2012
Strillare, urlare per le vite degli altri e ritrovarsi i'm un silenzio catatonico funereo è aver pagato il biglietto di una vita con un viaggio che paragonato ad altri si può giudicare in un livello inferiore, ma solo gli stolti giudicano inferiori altre vite rispetto alle proprie che invece rimangono tutte significative per questo teatro. Cioè i protagonisti sono tutti sullo stesso piano d'azione.