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Uomini 22 giugno 2012 · lettura 1 min · 2477 letture

Ekki mùkki

omissam 412 poesie pubblicate
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Mani ai fianchi. E sono sempre più sbadato... ho vissuto così tanto da non ricordarmene. Sorvolato dai rancori sterili della gioventù ho idealizzato il vivere tanto da interpretarlo lautamente avvinto al cercar di essere. Imbrigliato a verità mai mie ho racimolato così tante speranze da privarmene. Ho pianto. Di quel pianto asciutto che fa più male che rantola dentro te lacrime senza sale confluenti col dolore congenito d'esser vivi. Ho amato. Me stesso come in un prismattonito dalle cento inclinazioni dalle mille imperfezioni talmente da affezionarmene. Sono stato amato. Troppo. Al punto di averne paura da predisporne la fine... alibi indiscusso facile commiserar se stessi rende tutto più innegabile. Arcipelaghi amorosi dissipato oceani di sdegno suscitato continenti esposti allo stupore del mio viver sacrificante... io sono, quindi. Passa uno specchio c'inciampo dentro... ecco la mia prossima vittima.
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (7)

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Elena Poldan22 giugno 2012

Caspita... un testo che contiene una confessione senza argini... ma anche una grande consapevolezza... Narciso non si piace più e riconosce tutti i suoi delitti, che forse, come boomerang, gli son tornati contro, ferendelo di vuoto, asciutto, sterile vivere... così adesso lo avverte. Un po' mi ci riconosco, ma io ho già cambiato rotta, appunto... Ottima autoanalisi... c'è uno spessore enorme, che cerchi sempre di nascondere...

L
Libera Mastropaolo22 giugno 2012

Introspezione elegante e scorrevole: poesia dai toni aulici, molto profonda e carica di emotività, bravo!

EnzoL22 giugno 2012

una cosa che ti contraddistingue spesso, è il tuo modo di dire di te, o riflessioni che dir si voglia, con un marchio personale, leggero che scivola... in questa, ci leggo una voluta 'pesantezza' (non nel senso che è pesante da leggere) ma stranamente, sarà una mia impressione, qui ti vedo meno Omissam e più Massimo (non trovo altro modo di dirlo) come se il tuo Alter_Max non abbia influito come di solito... un testo molto amaro, che sembra quasi un manifesto, uno stendardo di una persona cosciente e matura. ottima sicuro, anche così

Pierangela Fleri22 giugno 2012

Investe piacevolmente d'emozione questa accurata introspezione che manifesta una disarmante consapevolezza del "se" facendo piangere di quel pianto asciutto che fà più male... chi leggendo si immedesima

P
Paolo Morganti22 giugno 2012

Stupefatto, stupefacente mix di chimica mente iperbole paralizzante di un sè sezionato decostruito ricomposto ancora essere esistente . MIto mitologico.

Angela Fragiacomo23 giugno 2012

Introspezione, questo è, così lucida, da sfiorare il disagio in chi legge! Pare d'essere messi di fronte, noi stessi, uno specchio, e d'essere vivisezionati, a crudo, senza neppure il sollievo d'essere morti! Quel pianto, rantolo, asciutto, conseguenza naturale del dolore congenito d'essere vivi, è paragonabile solo alla passione del Cristo... Un testo che andrebbe somministrato goccia a goccia, agli adolescenti, ma la cui vera e totale comprensione può avvenire solo dopo aver molto vissuto, molto molto... Esemplare... metter poi tutto in versi, un dettaglio quasi trascurabile, ma solo se di questo autore si tratta

elena rapisa1 luglio 2012

Pensieri che sono schegge di vita acuminate abbastanza da far male, forse volutamente, senza nascondimenti. Sottoscrivo quanto espresso da Redent. Mi emoziona e scava... scava...