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Impressioni 23 giugno 2012 · lettura 1 min · 3249 letture

L’onda

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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L’onda bacia la rena e si sottrae all’abbraccio di spiaggia speranzosa di trattenere in sé l’acqua preziosa: ogni volta l’illude e si ritrae (forse perché paura ha che sciupare possa quei fini petali sabbiosi, che il suo vigore generi mostruosi eventi che non può poi governare) . Così l’innamorato a volte attrae la sua metà gradita ed armoniosa, che sarebbe per lui perfetta sposa, ma solo vana ombra poi ne trae.
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In letteratura, in poesia, le idee circolano nell’aria, e può capitare abbastanza facilmente che un autore usi una frase o un verso molto simili a quelli che erano stati impiegati prima di lui, senza saperlo. Di Racine non ho mai letto la "Phèdre", ed ora, sfogliando "Per una teoria freudiana della letteratura" del professor Francesco Orlando, critico freudiano (ed. Einaudi, 1992, pag. 235) , ho scoperto che, nella "Phèdre" appunto, Racine aveva usato un verso molto simile, nel contenuto, ad alcuni di questa mia modesta poesia: "Le flot qui l’apporta recule épouvanté " . Orlando ritiene che il verso del grandissimo tragico francese, imperniato sullo "spavento dell’onda di fronte a quel mostro che essa stessa ha scagliato a riva", sia la rappresentazione del "desiderio che si afferma e si nega al tempo stesso, e si afferma negandosi e si nega affermandosi" . Fin da bambino so che, se a volte un motivo musicale rassomiglia un po’ troppo a un altro, spesso non è per plagio, ma perché le note sono soltanto sette. In letteratura, forse, ciò può talvolta accadere non tanto perché le lettere sono soltanto ventuno (o ventisei), ma soprattutto a causa del ristretto numero di pensieri e di ragionamenti che occupano le menti umane.1 settembre 2018
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Alberto De Matteis23 giugno 2012

Molto bella l'immagine dell'onda che bacia la rena e poi si sottrae, paragonata al'innamorato che attrae a sè la sua sposa, ma poi vede solo un'ombra. Una bella impressione. Complimenti.

Giacomo Scimonelli23 giugno 2012

tante volte è proprio così...l'innamoramento è cieco e non sempre questo si capisce... versi chiari e concisi ben scritti e melodiosi