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Morte 1 febbraio 2007 · lettura 1 min · 1145 letture

Ifigenia

P
Paola Oliviero 26 poesie pubblicate
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E' lenta la marcia di morte, che si appresta a compiere, tremante. Sostenuta da due guardie, poiché incapace di camminare con le proprie gambe. Ed eccola lanciare uno sguardo al cielo luminoso per dargli un ultimo saluto prima di incontrare l'immenso buio. Il padre l'aspetta all'altare ed i sacerdoti, lì con lui, cercano di nascondere agli occhi della giovane il ferro spietato che le toglierà la vita. Ed il genitore da lei tanto amato, non riesce a sostenere il suo sguardo perché le lacrime lo vincono, costringendolo ad abbassare gli occhi. Ed ecco che finalmente il suo esile corpo viene adagiato sull'altare di freddo marmo, aspettando che la crudele arma la liberi dalla sua condizione terrena. Il ferro le affonda nella carne candida e dalla bocca esce un debole gemito. Questo è il dono per gli dei: una vittima casta e innocente. Una vita stroncata nel fiore della sua giovinezza.
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Nella poesia ho seguito la versione del mito, secondo cui il sacrificio viene compiuto (non quella in cui Ifigenia viene sostituita dalla cerva).

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Paola Oliviero
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Commenti (2)

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Luca Ventura1 febbraio 2007

Mi piace veramente molto, scrivere di miti non è passione di tutti.

S
Sam2 febbraio 2007

be che dire sei stata meravigliosamente brava a mettere inrime un mito, altro che piccola