Un domani senza porte
Grazia Longo
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Graffi in cuore
spilli sulla pelle
sferzate di gelo nell’anima
accartocciata su se stessa.
Disperato abbraccio
fuori dal solco
delirio inciso
nel bordo d’un silenzio.
Dentro parole trasparenti
come campane di vetro
fragili suonano l’Ore
in fila, ordinate,
asettiche,
mentre le Erinni chiedono vendetta
urlanti in megafoni assordanti
e lesta la mano recide
il cordone ombelicale d’un’idea.
Folle marchio a fuoco sulla pelle
è amore che odora di carne bruciata.
Tra i fumi d'incenso
il sacrificio d'una certezza.
Sull’altare invisitato dell’innocenza
una bocca sensuale
morde una mela acerba
aspra di vita e di dolore.
L'anima resta inginocchiata
sulla soglia d'un domani senza porte.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Giuseppe Boccanfuso24 giugno 2012
Versi che si lasciano leggere e rileggere... dentro l'ennesima emozione.

