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Morte 24 giugno 2012 · lettura 1 min · 2982 letture

In morte di mio padre

omissam 412 poesie pubblicate
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Occhi vetrosi. Mi guardi fisso non mi vedi. Ansimi asincrono... una radio, così vicina da ucciderla, irradia spensieratezza ladra. Restituisco pietà sopprimendola. Morire così mi è parso non è poi così difficile... basta solo saper aspettare. Impietriti un po' statici. Dottori distratti passano. Fingono pietade professionale se ne vanno miagolando di donne astratte... io, difronte il tuo simulacro, attendo... segno percettibile di una fine... no so che fare. Cerco un prete d'ordinanza frettolosa benedizione. Un sussulto sembri sorridere un enorme respiro contrae il tuo viso. M'abbandoni, finalmente. Poi, quasi vergognandomene, ti chiudo gli occhi...
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...non so perché ma dopo anni mi son tornate in mente, nitide come fotografie, queste immagini che, credevo, il folle magazzino del tempo avesse cancellato... sgomento m'assale... la foto ben testimonia questo mio, inusitato, stato d'animo... mio figlio dorme ancora... con chi condividere queste sensazioni se non con voi, anime mie perse, così affini e temerarie...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (13)

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Alma Gjini24 giugno 2012

mi scendono le lacrime... una immagine visuta da pochissimo...

Idalgo Visconti24 giugno 2012

Capisco e condivido, anche se per me ne sono trascorsi 29... è sempre vivo quel momento in cui dalla rabbia ed il dolore davo pugni sul muro... Bella, complimenti

ilaria montali24 giugno 2012

Le immagini che tornano passando avanti gli occhi come un presente. Hai descritto quella struggente realtà del distacco che impone la morte, così normale e terribile. Bellissima lirica che conservo e segnalo.

Patrizia Ensoli24 giugno 2012

Una lirica che prende l'anima un doveroso ringraziamento, per la condivisione di queste emozioni, così personali e così condivisibili...

EnzoL24 giugno 2012

non posso che applaudire, ben conosco la tua sensazione di impotenza, purtroppo... penso che la morte del Padre, sia come vedere morire Dio in un certo senso, poiché per ogni figlio infine il padre è ciò che più s'avvicina alla figura di Eterno, di forza... un dolore che condivido, e che in questa tua risplende di magnifica bellezza nel suo tormento il ringraziamento e d'obbligo, poiché simili testi avvicinano le anime, le uniscono

Elena Poldan24 giugno 2012

E' un testo dolente, intriso d'amore, in cui brancolano confuse tutte quelle emozioni sconclusionate, quando qualcuno che amiamo si attarda sulla soglia finale... ne so qualcosa...

Giacomo Scimonelli24 giugno 2012

sentirsi in colpa? ...no ...lo strazio per le sofferenze di chi si vuol bene è sempre tanto e rendersi conto che la sofferenza può portarci a sollevarci quando arriva la fine non è una vergogna... son rimasto commosso da versi così intensi e toccanti che non posso aggiungere altro...

Angela Fragiacomo25 giugno 2012

tutta, ma gli ultimi due versi, una fitta al cuore... quel vergognarsi di dover compiere un gesto così sigillante, sul proprio padre, quasi una colpa, ciò che non si è mai preparati a fare e che nell'immaginario riveste riti solenni, invece poi si scopre così povero, così "banale" quasi surreale nella sua semplice verità...dunque è questa la morte, dunque è così che l'anima abbndona il corpo... ed ora che si fa? che espressione si assume di fronte al mondo? ed il dolore, dentro, quali cunicoli scaverà, fin dove andrà a depositarsi? e poi dopo molto, insospettabilmente, riaffiorerà? per dirci cosa? incredibile, questa poesia mi precipita a contatto, vero, con la nostra caducità, l'esistenza, inizio- fine, in mezzo la vita che ci costruiamo...

carla composto25 giugno 2012

l'ho perso a 9 anni... ed ancora è nel mio cuore... bravo il poeta che è riuscito a descrivere cosa si prova... quasi un'attesa composta... un'aspettar che arrivi quel momento ed alla fine ricomporre le emozioni struggenti il pianto imploso dentro e l'ultimo atto di misericordia ...chiudergli gli occhi... toccante bravo come sempre questo meraviglioso poeta...

Berta Biagini25 giugno 2012

Ricordi che purtroppo si rinnovano ogni giorno – dolori incancellabili che nella vita diventano il nostro pane quotidiano e nei quali ci tuffiamo, quasi a sentirne quella vicinanza che calorosamente ci tiene compagnia. Sentitissima.

h
hy ju28 giugno 2012

tutta la schiacciante sensazione d'impotenza di fronte al male... ...l'indifferenza, la finta compassione, la fretta, l'abbandono... fino a vergognarsi di compiere l'ultimo gesto d'amore...

Bellissima, sì...veramente commovente... già, sono senza parole! Mi ha profondamente toccato la tua vicenda... mi ha cambiato la giornata!

Matilde Marcuzzo20 gennaio 2014

l'immediatezza e la sincronia che eppur sostiene come liana che dondola, una pausa tra un concetto/immagine e l'altro. ...diciamocelo è proprio tutto questo che parla forte e grida la sua voce patriarcale di vita persa. plauso a te .