Il Padre, il figlio e poi l'albero
Giorgio GrigioO Finiello
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E’ così che lui morì all’improvviso
Senza rancori e sul viso un sorriso
A fianco a te con l’attesa nel cuore
E madre Morfina rincorre il dolore
Vento d’ottobre che passi di qui, c’è un uomo per te
Torna al più presto, torna per me…
Vivi ancora in ogni mia parola
chissà dove sei ora ricordo la tua forza
Svelami in sogno i miei nemici
e dammi ciò che serve per trattarli a calci in faccia
Voglio ora colpire questo mondo
e colpo su colpo sentire il suo dolore
Scrivo ancora canzoni senza senso
come tu dicevi e come ti piaceva
Cosa darei per fermare il tuo dolore
Ossicodone o semplicemente amore
Non delegate ad altri il vostro amore
Restituisci tutto senza far rumore
Non sento più la sua voce profonda
Al di là di tutto ciò che mi circonda
Aspetto ancora un'altra parola
A fianco a te, con il cuore in gola
Ora sei come il nostro gesù, morto e sepolto
Meno famoso, ma pur sempre morto
Vivi ancora nei grigi pomeriggi
nei sogni ad occhi aperti e nei pensieri del mattino
Non proteggi e non esaudisci
preghiere o desideri, proprio come un dio
Dissociandomi da quel che pensi
percorro la mia strada, schiavo dei miei sensi
Vedo sempre la fine in ogni cosa
ed ogni posto il luogo dove in pace si riposa
Il padre il figlio e poi l’albero…
Sembra che non ci sia posto per me…
Ma io cercherò…
Si, io cercherò…
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Giorgio GrigioO Finiello
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