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Riflessioni 2 febbraio 2007 · lettura 3 min · 867 letture

La domanda

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Potamos 40 poesie pubblicate
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I segugi del tempo pianificano favole colorate sul nostro amore rompendo mattoni rossi sulle vertebre del mondo che comprimono respiri senza volume perchè un giorno forse con un flash improvviso in un momento preciso o dipingendo lentamente un pezzo di storia la nostra magia ci lascia soli con i sensi inchiodati alla vita che si deve vivere. E in quel momento lo capiamo subito che anche il nostro amore ha un confine Credevano di essere speciali a noi non sarebbe mai potuto accadere invece accade. E dentro quel confine cominciano a scorazzare continue discussioni con grappoli di parole affilate che arrossano la pelle e flirtano con l'eternità Non le dimentichi più quelle parole e quei visi ringhiosi e ti viene da contare accuratamente i punti dell' amore per vedere chi ha la dignità di essere il migliore sommando coscienza, comportamenti, vitalità e valutando accuratamente il totale. Non ci sono più gesti, sguardi, carezze, emozioni, scompaiono lontano e si perdono per sempre in un deserto senza sole nascondendosi dietro giorni accomodati e progetti al servizio di un futuro gia accaduto. E alla fine non ti rimane che riempire la vita di lavoro, di interessi, di attività, magari rifiutando di affidare ad un figlio la responsabilità di compensare i sogni. E poi viene quel giorno quando ti capita di guardare i suoi occhi e vedere solo te stesso quando lei trova il coraggio di andarsene dicendo che in fondo siete giovani e avete una vita davanti. E ora c'é quella rabbia di una vita passata ad aspettare chissà cosa come una nebbia grigia che cancella ogni dimensione. Anche un cretino lo capirebbe che dovrei fare qualcosa ma sono anchilosato da anni pieni di attesa e di normalità prigione all'aria aperta senza possibilità di uscita come un bambino che piange da solo dentro il suo box mentre gli adulti giocano con le loro attività dovute e ragionevoli. E ora cosa faccio ? Non posso mica giocare fino a novantanni tentando di vincere a braccio di ferro con chi mi capita vicino. Forse che dovrei prendermi le mie responsabilità ? Stronzate. Io ho comunque ragione sono gli altri che non sanno vivere. Poi un giorno quasi per caso sul ponte di una nave che va chissà dove mentre sfogo le mie valutazioni sulla vita con uno sconosciuto compagno di viaggio lui si rivolge a me con voce serena un tono tranquillo, profondo, spietato e mi dona quella strana domanda che non puoi più dimenticare "Ok, facciamo che hai ragione. Finalmente viene dimostrato e riconosciuto da tutti : hai ragione tu, sono gli altri che non sanno vivere. E poi ? Che succede poi ? "
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