Acquamarina
Gianpiero De Tomi
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Ho liberato il prigioniero dal castello
aprendo qualche porta.
Era solo una semplice volontà
superare quell'ombra, che ansiosamente
lo segregava nella stanza più remota.
Gli occhi scintillanti, prima di assopirsi
nel sonno della luce morente
hanno infranto tutti i miei dubbi.
La verità è sempre intrecciata
in un abbraccio disperato alla semplicità.
Ho destato il sonno ancestrale
della creatura sepolta e dimenticata
il respiro profondo della montagna
un lungo lamento per la gola bruciata
acida rinuncia ed il gesto inconsulto.
E sapere che ancora c'è un cuore
indaffarato nella sistole e diastole.
Ho sepolto una pietra d'acquamarina
- quel tuo freddo pendente -
che ondeggiava da anni senza vita.
La trasparnza, deforma il profilo
prendento vistosamente sincerità
soltanto nella lettura della sentenza.
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Gianpiero De Tomi
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