Postbellici
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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C'è da chiedersi veramente come mai l'uomo, nonostante esperienze precedenti, scelga sempre di seguire Thanatos, l'istinto di morte, piuttosto che Eros, l'istinto di vita e per lo più mistifichi l'istinto distruttivo in esperienze apparentemente soddisfacenti come l'alcool e le droghe. Poesia che fa incursione in studi psicanalitici e nei versi finali dona una originale risposta.
Una composizione ricca di spunti critici che ben si presta alla lettura.
Certo, Thanatos e Eros muovono sincronicamente il mondo e la stessa vita. Certo nessun sforzo è stato fatto da quando l'uomo, si presume, abbia acquisito ragione. I fatti ci dicono di no. Sono cambiati i moti di guerra, certo, ora si combatte con la sfread più che con le armi. Ma thanatos sempre richiede vittime, vedi i suicidi, la disperazione. ma questo tocca solo alle vittime. La morte e la vita stanno in noi e sempre ci staranno. Dovremmo educarci rispetto al dolore e al ripsetto di tutte le creature di questo pianeta, ma questo richiederebbe uno sforzo di una società avanzata non basato sul profitto. Stiamo ancora all'arma bianca. Eros è quasi scomparso, thanatos cresciuto a dismisura.


