La tentazione
Antonella Modaffari Bartoli
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Sotto la vetta di un altero monte,
quasi dentro il greto di un fiume,
cresceva un melo dolce e invitante
avvolto al suo tronco, regnava un
serpente.
Passò per caso una dolce fanciulla
e guardò incuriosita quell'esemplare
lui sibilò con voce suadente, una specie
di invito soave.
Il mondo stava tutto appisolato
alla soffusa luce delle stelle,
vagavan rospi, rane e pipistrelli
nonché elfi, cuculi e dolci fate.
Indugiò la bella assai confusa da
quella audace lingua biforcuta, fu
allora che il furbo serpente, scosse
l'albero, colse la mela e a banchettar
con lui poi la invitò.
All'alba il sole si destò gaudente
sciolse i suoi raggi su i due ebbri
di sensi, e disse con innata persuasione:
"Amatevi tutti!, sciogliete il peccato,
ora che il Paradiso a voi si è presentato".
Seminate in terra gioie e dolori, senza
amore non cresceranno neanche i fiori."
Che vita sarà mai senza il peccato, una
noia mortale, sbagliare è umano, e non
ha colpa del naufragio il fato.
Disse il serpente: "Oh mia imprudente Eva
corri da Adamo, sarete voi i primi a far
l'amore, i primi di una storia magistrale,
i primi a dare al mondo, vinti guerrieri
e sapienti eroi, uomini stolti, buoni,
stupidi ed astuti, come sapranno essere
i mortali".
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