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Riflessioni 5 luglio 2012 · lettura 1 min · 1029 letture

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Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Non fosse per quell'attimo d'acqua che abbiamo nelle mani al mattino (mattino che dilaga dentro a un lavandino un suo rituale di noie mentre vado snodando pettini e specchi) mi direi davvero incapace di capire che cos'è una nuvola (se questo mi bastasse a capire perché piango) con quale arte scola il sudore del mondo e come cambia facce al giorno che nausea oggi sono due mesi che non dormo ed è il tuo compleanno due mesi secchi come chiodi Io non combino niente aspetto solo un gesto che rinnovi il cielo in una rondine e vado come sempre praticando specchi chiudo in un angolo la morte la spingo al soffitto come quei santi barocchi capovolti che prendono l'amore dai piedi e domando cose sciocche tipo cos'è una nuvola come se già una pioggia non bastasse mi vesto per attenderti in lacrime anche soltanto per sentirti dire come stai e dirti auguri e tu che non mi chiedi neanche se ho dormito
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(imm. Magritte)

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (1)

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hy ju5 luglio 2012

quando una parola non basta, ce ne metto un'altra, che la segue, come la perla giù per il filo a far la collana, ...che se non mi basta neppure la seconda, continuo con un'altra perla e un'altra ancora e così alla fine guardo il mio lavoro, ...ci faccio il nodo, oppure metto il gancetto... e a chi passa: lo regalo...