Cambiamenti
Giovanni Perri
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Non fosse per quell'attimo d'acqua che abbiamo nelle mani al mattino (mattino che dilaga dentro a un lavandino un suo rituale di noie mentre vado snodando pettini e specchi) mi direi davvero incapace di capire che cos'è una nuvola (se questo mi bastasse a capire perché piango) con quale arte scola il sudore del mondo e come cambia facce al giorno che nausea
oggi sono due mesi che non dormo ed è il tuo compleanno
due mesi secchi come chiodi
Io non combino niente aspetto solo un gesto che rinnovi il cielo in una rondine e vado come sempre praticando specchi chiudo in un angolo la morte la spingo al soffitto come quei santi barocchi capovolti che prendono l'amore dai piedi e domando cose sciocche tipo cos'è una nuvola come se già una pioggia non bastasse
mi vesto per attenderti in lacrime
anche soltanto per sentirti dire come stai
e dirti auguri
e tu che non mi chiedi neanche se ho dormito
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
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hy ju5 luglio 2012
quando una parola non basta, ce ne metto un'altra, che la segue, come la perla giù per il filo a far la collana, ...che se non mi basta neppure la seconda, continuo con un'altra perla e un'altra ancora e così alla fine guardo il mio lavoro, ...ci faccio il nodo, oppure metto il gancetto... e a chi passa: lo regalo...
