Nei dopoguerra dei miei amori disgraziati

Fatale toccasse a me.
La tua assenza
ti rende onnipresente.
La scomparsa del tuo odore
norimberga le scarne capacità d'adattamento.
Me,
così fiero di esserlo,
pavimento il tuo sorriso
immaginandolo nuovo
attento a non disperderlo
nel fossato buio
del ricordo rammendato.
La tua faccia,
dio ne è incredulo,
piastrella i miei occhi
(mai così scarni)
li rende fruibili
stranamente strabici...
l'enormità di te
del tuo parlare
silenzi da comprare
lingua da succhiare
vulva da squirtare
suggella lenti sfinimenti
incubati nell'incubo incombente
della tua magnifica dipartita.
Cercando di coagularti
ti ho clonato
-sabato animale-
intubato dentro lei
ho gemuto il tuo nome...
sento ancora i suoi fuckoff te e lei
ogni volta che orbito in ascensore...
una come te
soavamente incompiuta
costantemente sottratta
dalle angosce inquinanti
gambe da gravidanza isterica
no, non c'è.
Più.
Provo a scrivere il tuo nome
col pennarello verde
ma le vocali non mi escono...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto8 luglio 2012
quando l'assenza ci tocca da vicino, tutto ci manca enormemente... ci si rente reduci di un passato che sembra ormai lontano... non si ricorda nemmeno più il sorriso e si vorrebbe immortalarlo... na non ci si riesce... ho provato a clonarti ma non è venuta come te... quato sentiemento in questa lirica... molto apprezzata... aiuteranno i saldi... nn credo

