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Fiabe 5 febbraio 2007 · lettura 3 min · 1309 letture

Topo e gatto

A
Armando 2 poesie pubblicate
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In quella casa ci erano arrivati quasi insieme, forse qualche ora prima il topolino; lo avevano scoperto accanto al divano, nel salotto, e la padrona per lo spavento era saltata su una sedia. Il gatto era entrato in scena poco dopo, convocato con urgenza estrema dal padrone; sicuramente avrebbe risolto rapidamente quel problema, e del topolino sarebbe rimasto solo il ricordo. Ed era iniziata allora una storia senza fine, fatta di inseguimenti, di fughe e di rincorse; il gatto che correva appresso al topo, cercando finalmente di acchiapparlo; pero', quando ormai sentiva di averlo tra le zampe, quello andava a rintanarsi in qualche buco; il povero micione era caduto in depressione, chè quel maledetto sorcio lo beffava sempre... Una sera,mentre inseguiva il topo, tanto per cambiare, il gatto finì per urtare contro il tavolino; la botta fu violenta e cadde pure un vaso, colpendo proprio su una zampa il nostro amico; una scheggia gli finì proprio tra gli artigli, e il poveretto cominciò a miagolare disperato. Ed ecco, all'improvviso, riapparire il topo, si affaccia guardingo e sospettoso dalla tana; vede il suo nemico a terra, un pò ne gode, poi però esce fuori , ad aiutarlo; i suoi dentini aguzzi tirano fuori subito la scheggia, con immediato sollievo del gattone; e il topino si riavvia di gran fretta al suo rifugio, chè teme comunque di essere mangiato. E'un attimo, ed il gatto gli è addosso, lo solleva da terra, se lo guarda bene; il topolino dice le ultime preghiere, sicuro che verrà di lì a poco divorato; invece, il gatto lo lecca sulla faccia, con quella lingua umida e rasposa; lo ha salvato, non potrà mai dimenticarlo, da quel giorno non saranno mai più nemici. Da allora il gatto insegue sempre il topo, però solo per finta, senza troppa convinzione; il topo sa che il gatto non vuole fargli male, ed ogni tanto si lascia pure catturare; i padroni di casa sono orgogliosi del gattone, e lui regala ogni tanto del formaggio al topolino. La sera, poi, il topo esce dalla tana, è troppo umida, non ci si dorme bene; si avvicina al cestino dell'amico, gli si accuccia accanto, senza disturbarlo; le fusa del micio sono una ninna nanna, ed il calore del suo corpo lo riscalda. L'indomani reciteranno ancora la commedia, quella di due amici costretti a recitare da nemici...
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