Gocce
Lunabionda Valentina Di Caro
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dolcemente
era una goccia sola
ma nuda
attendevo il diluvio
l'accolsi
come la terra il seme
e divenni spugna
in ogni poro denso
un attimo
e fu l'immenso
mentre scivolava dentro
dentro... senza rimpianto
divenni sposa
senza turbamento
di sottili dita
e fiumi umidi d'argento
e quando l'ultima
dai capelli scese
e si posò ai miei piedi
lei mi adorò
ed io la raccolsi
e la cullai nel palmo
fino a specchiarne il fondo
dipinto nei miei occhi
languidi di te
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Commenti (4)
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Umberto Strippoli8 luglio 2012
che visione impetuosa dell'estasi crescente fino al dolce oblio!! un'opera molto coinvolgente... da applausi con inchino... !!
Aldo Bilato8 luglio 2012
erotismo da bere e da divorare, in splendida stesura!
Paola Galli9 luglio 2012
...versi che lasciano senza fiato! un erotismo puro, sensuale e delicato allo stesso tempo che trasuda da ogni singola parola!!complimenti!
Angela Fragiacomo9 luglio 2012
eros così coinvolgente che trascina come un fiume, acqua dolce ma impetuosa... scivola dentro... piaciutissima!




