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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Stefano Drakul Canepa
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Donne 9 luglio 2012 · lettura 1 min · 6399 letture

Quando l'inverno

Stefano Drakul Canepa 4649 poesie pubblicate
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era il mio gelo a ferire nostalgia e non l'inverno Fra tutte le tue stelle spente non eri mai sola. Forse perché ti guardavo aspettare e le ombre che disegnavi avevano qualche colore diverso dal buio, qualche suono un po' più fragile del mio. Anche quando ero a due passi dall'inferno volavo e sguainavo parole, ritmi di calore mai dimenticati anche nelle albe più scure che mi avevano ucciso. Anche negli inverni che il gelo aveva graffiato via. Fra tutti i tuoi silenzi non eri mai senza melodia, forse perché ero abituato ad ascoltarti ed ancora immaginavo sussurri e corde da stringere al cuore, anche senza la tua voce a far da barriera al sole. Anche quando mi sentivo perduto io sognavo, perché tu mi avevi restituito i sogni con un gesto, con una gemma accesa al ritmo delle croci del sud, dove il tramonto è più scuro della stessa notte. Anche nelle notti senza nostalgia, quando l'inverno si porta via ogni cosa.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (5)

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Elena Poldan9 luglio 2012

Una donna che si delinea lungo un percorso di dolore, dove lei rende possibile la salvezza. Questa la mia lettura. Tenebre, densa notte e lambite fiamme d'inferno, quello fra cui ci si dibatte leggendo...

Miriam Badiani9 luglio 2012

Tra i gelidi graffi dell'anima e le fiamme degli Inferi, un malinconico dolore con tratti di struggente dolcezza. Sublime poesia.

elena leica10 luglio 2012

Aroma gelida dell'animo che emana nostalgia nel soffio dell'inverno che porta via... ogni cosa... ogni gesto. Graffiante e malinconica, struggentissima e molto sentita!

Elle10 luglio 2012

m'impressiona a volte il tuo saper osservare quella donna che ti trasporta. Attraverso l'amore provato si possono raggiungere luoghi profondi di noi stessi che io chiamo luoghi- rifugio. Andarsene lì e vedere tutto attraverso lenti speciali e profumi diversi. Un sentire che regala emozioni dolcissime, ma così sottili e raffinate che sono leggere come piume eppure così importanti. Regali sensazioni non comuni e la dolcezza incanta.

Laura Maira10 luglio 2012

Foglia rossa meritatissima. Sempre con uno stile struggente e un po' malinconico, perso tra i ricordi, l'Autore in quest'altra magnifica opera, ci trascina nel suo mondo affascinante dove troneggia ancora l'immagine dolce di questa donna tanto amata... Nostalgia e rammarico predominano fino alla chiusa perfetta. Complimenti, questa poesia è BELLISSIMA!!!