Il convento dell’ora

E’ un convento piccolino,
non più grande d’un puntino; dove è?
Non so, è disperso, vaga in tutto l’universo.
Vivon qui sessanta frati e son tutti innamorati,
sono i frati dei minuti che dal tempo sono uniti.
Frà Minuto è il più importante,
ha un binocolo gigante ed osserva l’infinito.
E’ un astronomo istruito e chissà come farà,
riesce ad essere presente anche qui, nella realtà
e con questi suoi poteri ed un po’ di fantasia,
porta avanti tutto quanto con fusione ed armonia.
Frà Secondo è lo scienziato, è dottore laureato,
si diletta ad osservare il mondo monocellulare;
sa far nascere la vita da una punta di matita,
può svegliare anche l’amore nel profondo del tuo cuore.
Frate Terzo è il direttore e si fa dire sissignore,
sgriderebbe tutti quanti ma non può, son tutti santi.
"Qui si vive con amore, se sei buono, sei il migliore".
Frate Quarto è il musicista, buon cantante e chitarrista
e con grande precisione fa suonare il campanone;
batte il tempo con ardore, segue il ritmo delle ore.
Frate Quinto è un pazzerello e si diverte col pennello,
é un pittore assai quotato e dipinge il suo passato
per vedere il suo futuro che va avanti lungo un muro,
da lui stesso costruito, dal convento all’infinito.
Frate Sesto é il più modesto,
dice sempre "non lo so, non c’è nesso, non si può";
quando dorme, nel suo letto, sogna d’essere perfetto
ma sognando solamente, non arriva mai a niente.
Frate Sette è il cuciniere e conosce il suo mestiere,
ti sa fare da mangiare in un modo da invidiare;
dentro nelle sue padelle, son passate anche le stelle.
Frate Ottavo è un piccoletto e da tutti è prediletto,
da mattino fino a sera suona sempre la tastiera:
da una mano a frate Quarto esibendosi al concerto
che si tiene solo il sabato e con obbligo soprabito.
Frate Nono è molto buono e nell’aria sente un suono,
dice"è l’energia celeste"che per lui tutto riveste;
"sento un suono, è molto strano, chi lo sa se sono sano"?
Frate Dieci è l’ortolano e lavora a tutto spiano;
ha un problema con la frutta, se la mangerebbe tutta
ma con quella che gli resta tutti riescono a far festa.
Frà Undicesimo è il guardiano che non vede da lontano;
ha gli occhiali spessi un dito e non sa mai dov’è finito,
se lo mandi alla dispensa, lo ritrovi nella mensa.
Frà Dodì l’hanno chiamato ma il suo nome è Mezzogiorno
ed è quello col palato più veloce che c’è attorno;
serve in tavola al convento e poi mangia in un momento,
per potersi dar da fare con i piatti da lavare.
Frà Sessanta è un pensatore, sta seduto molte ore
sotto un albero nel prato ricordando del passato:
poi si schiaccia un sonnellino, sogna un mondo piccolino,
dove tutti, con amore, lascian scorrere le ore,
senza odio ne violenza ma con calma e con pazienza;
però il bello è che sognando, lui lo sta già realizzando.
Tutti gli altri son poeti, fra le stelle ed i pianeti,
si divertono a parlare con il gioco del rimare
e lavorano quel poco, per portare avanti il gioco.
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
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